Lo sport non è solo competizione: è rappresentazione, educazione, cultura e partecipazione. Per questo UN Women Italy ribadisce in occasione della Giornata Nazionale dello Sport il suo impegno nella promozione della parità di genere attraverso lo sport, riconosciuto come uno degli assi strategici dell’organizzazione.
Mai come ora, anno in cui l’Italia ha ospitato le Olimpiadi Invernali, il mondo sportivo ha dimostrato il suo potenziale come leva di cambiamento, capace di diffondere valori fondamentali, tra cui l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile.
Negli ultimi anni il mondo dello sport ha registrato alcuni progressi proprio sul fronte della rappresentanza femminile: dalle Olimpiadi di Atene 1896, riservate ai soli uomini, si è arrivati a Parigi 2024, prima edizione con piena parità tra atlete e atleti. La presenza nei ruoli dirigenziali nelle federazioni internazionali ha raggiunto il 32%, sebbene solo il 10% siano guidate da donne. In Italia solo il 4,5% dei presidenti sono donne, ma cresce la quota di lavoratrici sportive (34,8%) dopo la Riforma dello Sport del 2023. E nel 2025 l’Italia ha conquistato il primato in Europa per numero di arbitre nel calcio. Inoltre, nel 2027 Napoli ospiterà la 38° America’s Cup, segnando una svolta storica per la vela: sarà la prima edizione della competizione in cui il Protocollo prevedrà le donne a bordo degli AC75 come condizione di partecipazione.
Nel complesso, resta però evidente quanto il percorso verso una piena parità sia ancora lontano dall’essere concluso, nonostante gli avanzamenti osservati. Il divario resta ampio in molti ambiti, dai compensi ai premi, fino ai contratti di sponsorizzazione: non è un caso che nel 2025 nessuna donna figuri tra i 50 atleti più pagati al mondo. Anche sul fronte dei media permangono criticità rilevanti: il racconto dello sport è ancora spesso segnato da rappresentazioni discriminatorie e stereotipate, e nel 2022, a livello globale, la copertura mediatica delle competizioni tra donne si fermava al 16% del totale. In Italia il tema della visibilità continua a emergere come uno dei principali ostacoli nel seguito dato dagli spettatori agli sport femminili. Non sorprende, infatti, che il 37% della popolazione italiana indichi una maggiore copertura mediatica come uno degli elementi chiave per far crescere lo sport femminile, a fronte di un bacino già significativo di 18,6 milioni di italiani/e interessati/e, che resta però ancora solo parzialmente attivato.
UN Women Italy celebra la Giornata Nazionale dello Sport 2026: le parole di Caterina Tonini, Vicepresidente di UN Women Italy.
«Una rappresentazione più equa dello sport femminile comincia dalle parole: cambiare il linguaggio non è un esercizio formale, ma un’azione concreta di responsabilità culturale. Il linguaggio scelto dai media non descrive soltanto la realtà: la orienta, la legittima e contribuisce a costruirla. Per questo è urgente superare stereotipi e automatismi narrativi che ancora oggi limitano la visibilità e il riconoscimento delle atlete, e adottare un racconto più corretto, rispettoso e aderente al loro valore sportivo»», dichiara Caterina Tonini, Vicepresidente di UN Women Italy.
In questa prospettiva, il cambiamento del linguaggio rappresenta il primo passo verso un cambiamento più ampio e concreto: contrastare narrazioni distorte e discriminatorie è essenziale anche per arginare fenomeni come la cosiddetta manosfera, che alimenta visioni regressiste e ostili nei confronti delle donne, anche nello sport. Promuovere un racconto più equo e rispettoso significa dunque contribuire a ridefinire immaginari collettivi, comportamenti e modelli culturali, favorendo una partecipazione più inclusiva e paritaria.
In occasione della Giornata Nazionale dello Sport, UN Women Italy promuove il sostegno delle atlete italiane, riconoscendone non solo il valore sportivo, ma anche il ruolo sociale e culturale come protagoniste di un cambiamento capace di ispirare le nuove generazioni.

