⏱️ 2 ' di lettura

Ridurre la quantità di prodotto all’interno delle confezioni, mantenendo però il prezzo sostanzialmente invariato. È il fenomeno della shrinkflation, una tendenza dei consumatori, che si osserva ormai da qualche anno tra gli scaffali del supermercato. La genesi di questo termine origina dalla sua etimologia: “to shrink”, significa restringere, mentre “inflation” è l’inflazione, quindi la crescita generale dei prezzi. In italiano si può tradurre come “sgrammatura” ed è un espediente poco trasparente, creato ad hoc per aumentare i prezzi senza che i consumatori poco attenti se ne rendano conto.

Shrinkflation, perchè è nata e come riconoscerla

Molte aziende a livello globale adottano questa strategia della shrinkflation per fronteggiare l’aumento dei costi di produzione derivante dall’aumento del costo delle materie prime e dall’inflazione. Di conseguenza, per evitare che il costo eccessivo di un prodotto possa impattare negativamente sulla scelta d’acquisto del consumatore, i produttori diminuiscono le quantità. A tal proposito, la rivista Altroconsumo, ha condotto una ricerca su tale fenomeno e sulla sua riconoscibilità, riscontrando riduzioni di grammi o di millilitri di prodotto contenuti nella confezione o riformulazione dello stesso, nonché un consistente rincaro dei prezzi unitari, con variazioni superiori al 30%. 

Come difendersi dalla shrinkflation

Per contrastare la  shrinkflation, la migliore arma di difesa è la massima attenzione all’interno del supermercato: controllare i prezzi unitari dei prodotti, al kg o al litro, capendo effettivamente quanto si va a spendere in proporzione alla quantità di prodotto disponibile, valutare il formato del prodotto stesso, anche in termini di peso e volume e prestare attenzione alle offerte promozionali come le confezioni formato famiglia, verificando che siano davvero sinonimo di convenienza. 

Shrinkflation, l’Antitrust archivia l’indagine

l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antitrust, si apprende da Altroconsumo, aveva avviato un’istruttoria per verificare che le strategie adottate dai produttori non potessero costituire una pratica commerciale scorretta e violare così il Codice del Consumo. Tale provvedimento è stato poi archiviato da parte dell’Antitrust, non riconoscendo una mancanza di trasparenza da parte dei produttori, vista “l’ormai diffusa consapevolezza sul fenomeno”. Tuttavia, Altroconsumo ha dichiarato che continuerà a monitorare e a segnalare queste pratiche commerciali, in quanto le informazioni riportate sui prodotti, seppur corrette, risultano talvolta poco leggibili. 

Joe Biden contro la shrinkflation, l’appello Oltreoceano

Sul canale Youtube ufficiale della Casa Bianca, è stato pubblicato un video del presidente americano Joe Biden, che ha lanciato un vero e proprio appello alle aziende americane di far cessare la trappola della shrinkflation: “È una domenica del Super Bowl, finale del campionato della National Football League, e come me vi piace essere circondati da uno spuntino o due, mentre si guarda la partita. Tuttavia – spiega il presidente Biden – quando acquistate snack per la partita potreste notare che le bottiglie delle bevande sportive, ad esempio, un sacchetto di patatine contiene un minor numero di chips e ciò che mi fa ancor più arrabbiare, da amante del gelato quale sono, è che hanno effettivamente ridotto le dimensioni dei cartoni di gelato, ma non nel prezzo”.

“Ne ho avuto abbastanza di quella che viene chiamata shrinkflation, è una fregatura. Alcune aziende stanno cercando di restringere i prodotti a poco a poco e sperando che non si noterà. Sto invitando le aziende ad arrestare questo fenomeno e assicuriamoci che le aziende facciano la cosa giusta ora”, conclude Biden.