Nel capoluogo lombardo si è svolto l’ultimo saluto a Chiara Costanzo e Achille Barosi, due delle sei vittime italiane della strage di Crans Montana. Alle esequie dei due sedicenni, celebrate in contemporanea nelle basiliche simbolo della città, Santa Maria delle Grazie e Sant’Ambrogio, il cordoglio ha il volto dei ragazzi: fratelli, compagni di scuola, amici, coetanei, arrivati con rose, palloncini bianchi e corone di fiori.
Sulla commozione composta dei giovani aleggia ancora lo shock per la tragedia avvenuta la notte di Capodanno nella località svizzera. Nel rogo, sulle cui dinamiche indagano le autorità locali, hanno perso la vita quaranta persone e altre 116 sono rimaste ferite, molte in modo grave. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite dall’accensione di fontane pirotecniche all’interno del locale affollato, diventate in pochi istanti una trappola di fuoco.
Per onorare le giovani vittime della strage di Crans Montana una parte d’Italia oggi si è fermata: il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha infatti proclamato il lutto cittadino e nelle scuole di tutto il Paese il Ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto venisse osservato un minuto di silenzio.
“Oggi siamo venuti per manifestare la nostra vicinanza, per esprimere il nostro dolore immenso, per far capire che tutta la città, tutta la Regione, tutta l’Italia è vicina ai ragazzi che purtroppo non ci sono più e ai parenti che stanno soffrendo qualcosa di indicibile” ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana arrivando alle celebrazioni funebri di Achille.
A Milano anche il ministro Valditara, che alle esequie di Chiara ha dichiarato: “Sono qui per dimostrare la mia vicinanza e il cordoglio ai genitori” ed ha proseguito mettendo l’accento sull’urgenza di accertare al più presto la verità su quanto accaduto: “Questo è fondamentale – ha spiegato – dobbiamo puntare sempre di più sulla sicurezza”.
Presente a Santa Maria delle Grazie anche la senatrice a vita Liliana Segre, che ha dichiarato ai cronisti: “Non ho parole per i genitori: si può sopportare da figlia, ma non da madre”.

