curiosità mondiali 2026
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Il viaggio di Road to Mondiale 2026 prosegue, o meglio la 10^ puntata è in programma martedì 23 giugno ore 19, ma continuare a seguire l’evento da vicino resta l’unico modo per non farci prendere troppo dalla nostalgia e per mettere in fila un po’ di curiosità mondiali 2026 (anche perché ce ne sono davvero tante). E così dalla “strada” (road) che ci ha condotto fin qui, passiamo ad una pagina bianca “Diario ” tutta da scrivere.

Iniziato giovedì 11 giugno, questo Mondiale non sta solo regalando risultati sorprendenti ed emozioni, ma anche una serie di pillole che non potevano sfuggirci e che siamo pronti a mettere nero su bianco per ricordarci quello che abbiamo ripetuto fino alla nausea: ovvero la Coppa del Mondo è un evento che va oltre il lato meramente sportivo, oltre il rettangolo verde. Quindi allacciate le cinture; si parte.

Curiosità Mondiali 2026: la nostra top ten

10. Curacao uguale Deliveroo

Via di marketing. Per vincere un ordine gratis dal noto servizio di asporto, basta stare sul pezzo e tifare la nazionale di Curacao perchè se segnano proprio nel momento in cui inizi a sentire il profumo della pizza calda, o qualsiasi altra lussuria per il palato, mangi addirittura gratis. Basta scrivere gol in direct sul profilo IG Deliveroo_Italy e, dopo le opportune verifiche, il gioco è fatto. E non crediate sia impossibile: Germania – Curacao del primo turno 7-1, per qualcuno è stato un “buonissimo appetito”.

9. Capo Verde tifa Fiorentina, anzi Fiorentina tifa Capo Verde

Perchè tanti tifosi capoverdiani si sono presentati alla partita inaugurale con la maglia della Fiorentina? E perchè, girando per l’isola, trovi lo stesso scenario anche in giorni in cui non si gioca il Mondiale? Tutto risale al 1994 quando, mentre in Italia la viola veniva trascinata da Batistuta, senza un apparente motivo logico, su un’isola dell’arcipelago, quella di Santo Antao, venne fondato il “Grupo Sportivo Recreativo e Cultural Fiorentina”. Ma non finisce qui perchè le “fiorentina” sono addirittura due: Fiorentina Calabaceira. Dalla nascita al primo titolo del 1997, dalla resistenza nei giorni bui, alle categorie regionali, quelle “Fiorentina” resistono ancora oggi e trovano spicco proprio tra le curiosità Mondiali 2026. Aggiungendo un altro tocco d’Italia ad un Mondiale senza azzurri.

8. Fratelli sì, ma non troppo

Ottava posizione come le 8 coppie di fratelli ma, attenzione, non tutte giocano per la stessa nazionale. What? Ebbene sì, ci sono fratelli di nazionali diverse. Partiamo dalle 4 coppie “classiche”: i francesi Lucas e Theo Hernandez, gli olandesi Jurrien e Quinten Timber, i capoverdiani Deroy e Laros Duarte, i curacaoeni Juninho e Leandro Bacuna. Ma poi ci sono le 4 coppie “divise”: i Douè (Desiré ha scelto la Francia, Guela la Costa D’Avorio), gli Williams (Ghana per Lnaki e Spagna per Nico), i Brobbey (Derrick Luckassen il Ghana e Brian Olanda), e i Soutter (Australia per Harry, Scozia per John). Al momento non saranno avversari, ma chissà, la Coppa del Mondo è un percorso lungo e le curiosità mondiali 2026, dietro l’angolo.

Marketing, follemente marketing

7. La genialità di Levi’s

La politica “stadi puliti” imposta dalla Fifa, vuole che tutti gli stadi ospitanti non abbiano riferimenti a sponsor che non sostengano l’organo calcistico mondiale. E quindi, che si fa con il Levi’s Stadium? La FIfa lo ha trasformato nel San Francisco Bay Arena, il logo è stato coperto da un telo bianco, e Levi’s proprio quel “telo bianco” lo ha piazzato come immagine social. Risultato: una valanga di pubblicità gratuita a costo zero.

6. McDonald’s che figata!

Un posto in questa top ten lo abbiamo riservato anche a Mcdonald’s, il noto brand di hamburger conosciuto in tutto il mondo. Sì perchè la sezione mondiali è riccae divertente. Non solo la collezione di bicchieri con le star di questa Coppa del Mondo, ma anche giochi, quiz, curiosità, una collaborazione con Cronache di Spogliatoio, offerte riservate e chi più ne più ne metta. Quando si dice sfruttare sotto ogni forma l’evento dell’anno, probabilmente si dice (anche) questo.

Curiosità Mondiali 2026: si entra in top five

5. Vozinha la nostra “nonnina” preferita

Spieghiamolo subito: Vozinha è un soprannome che significa “Nonnina” derivante dagli sfottò da bambino (“vai a piangere da nonnina) ed è abbinato al portiere di Capo Verde. Josimar Jose Evora Dias, Vozinha appunto, non solo ha esordito al Mondiale a 40 anni, ma lo ha fatto con una prestazione top e mettendo in bacheca un cleen con nientepopodimenoche i Campioni d’Europa in carica, la Spagna. A questo si aggiunge una storia strappa lacrime, con la madre assente al match a causa di un problema con il Visto, ma in procinto di esserci per la sfida con l’Uruguay, ma soprattutto i followers: da 50 mila a 9,5 milioni e mezzo di seguaci in più su Instagram, ed in sole 24 ore. Della serie: la sua seconda carriera potrebbe trascorrerla da influencer. Occhio, però, perchè è una carriera che potrebbe non iniziare tanto presto: 40 anni, uno stato di forma invidiabile, e la voglia di andare il più lontano possibile in questo cammino. E chissà che non emergano, strada facendo, altre curiosità mondiali 2026.

4. Marcelo Bielsa, antidivo per eccellenza

Ai piedi del podio resta lui, Marcelo Bielsa, ct dell’Uruguay. Lascerà la Celeste alla fine del Mondiale, e ha sempre detto di voler far parte di questo progetto per due motivi: la qualità dei giocatori uruguayani, e il fatto che la squadra appartenga al popolo. Ma il motivo per cui merita una menzione in questa top ten, è la foto del ‘Loco’ nello shooting della sua nazionale, dove si presenta con gli occhi bassi ed un atteggiamento quasi dismesso. La spiegazione l’ha data dopo l’insistenza dei media nel post pari per 1-1 con l’Arabia Saudita. “C’è un limite a ciò che bisogna spiegare. Non dobbiamo comportarci come modelli, si cercano spiegazioni laddove nulla merita una spiegazione, quelle sono le foto che i fotografi hanno ottenuto da me“. Qualcuno, però, ha interpretato il gesto dello sguardo basso come una silente protesta contro la commercializzazione del mondiale stesso. La verità, forse, è che il ‘loco Bielsa’ pensa solo al campo, non si espone con troppi filtri e dice quello che pensa dimostrandosi autentico in ogni circostanza.

Curiosità Mondiali 2026, il nostro podio

3. Le lacrime di Dick Advocaat

Prima del fischio d’inizio di Germania-Curacao (sì, ancora loro), Dick Advocaat, ct della piccola nazionale qualificata per la prima volta a questa competizione, scoppia a piangere. L’olandese, 78 anni, è il più anziano della storia dei mondiali nel suo ruolo, ma soprattutto si ritrova a vivere un’avventura che fino a pochi mesi fa sembrava proibita. Dopo aver guidato la squadra nella storica qualificazione, lo scorso febbraio la malattia di sua figlia lo aveva costretto a rinunciare all’incarico. Al suo posto c’è Fred Rutten che però non riesce ad entrare nel cuore dell’isola caraibica. E così l’11 maggio, Advocaat torna alla guida dei “suoi” ragazzi, la gioia caraibica si scatena e prima di quel fischio d’inizio è un pianto a dirotto di un uomo di 78 che non ha mai smesso di sognare.

2. La lettera di Edin Dzeko

“Cari bambini della Bosnia ed Erzegovina, ho un solo messaggio per voi. Nulla è impossibile. Nulla“. Si apre così la lettera che Edin Dzeko, capitano della Bosnia, scrive ai bambini del suo paese, e si chiude con un “siete bosniaci, il mondo è ai vostri piedi”. Nel mezzo c’è una storia struggente ma veritiera, una storia cruda che parla di guerra e di sopravvivenza, dei momenti di gioco, del calcio che diventa appiglio e poi vita, la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta nella vita e che a 40 anni ancora gioca, con orgoglio, per la sua nazionale. Sì, c’è anche il playoff con l’Italia, nefasto per noi, ma parte integrante del sogno bosniaco. C’ l’amore per una maglia, per un paese, che si tocca con mano e merita la nostra “medaglia argento” in questa prima top ten delle curiosità mondiali 2026.

1. La tripletta di Leo Messi

Parliamo pur sempre di calcio, e allora se parliamo di calcio, come non citare l’esordio con tripletta (e che tripletta) di Leo Messi? Sembrava non fosse in forma, con la testa al padre alle prese con un problema di salute, ma Messi è nato per ridisegnare le regole, per sparigliare le carte, per arrivare là dove nessuno riesce. Con questi tre gol ha eguagliato, intanto, Klose in vetta alla classifica dei capocannonieri, ma soprattutto ha emozionato un mondo intero, che non ne vuole sapere di rinunciare al suo Re. Persino Scaloni lo ha accolto in panchina, con le lacrime agli occhi, con un profondo senso di rispetto e gratitudine. E comunque andrà il percorso di questa Argentina in questo Mondiale, sappiamo bene che Messi, in questa e tutte le classifiche del Mondo, sa bene come prendersi il primo posto in assoluto.