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La Pasqua 2026 si preannuncia come un bene di lusso. A meno di venti giorni dalle festività, il quadro delineato dalle principali associazioni dei consumatori non lascia spazio a interpretazioni: spostarsi e festeggiare costerà di più rispetto allo scorso anno.

I trasporti: il caro – voli e l’alta velocità   

Secondo l’ultimo monitoraggio di Assoutenti, i prezzi per spostarti in Italia sono ormai fuori controllo: chi sceglie l’aereo per i collegamenti tra Nord e Sud deve fare i costi con tariffe che hanno già superato il muro dei 400 euro (come i 418€  per Genova – Catania o i 343€  per Milano – Crotone).

Non va meglio per chi preferisce il treno: un biglietto di sola andata (in Alta Velocità) può costare fino a 185 euro sulla tratta Torino – Reggio Calabria. Cifre altissime che pesano soprattutto su studenti e lavoratori fuori sede che rientrano in famiglia per le vacanze.

Il paradosso del cioccolato: rincari fino al 10%

Sul fronte dei consumi, l’allarme del Codacons riguarda i dolci tipici, un mercato che vale oltre 600 milioni di euro l’anno. Le uova di cioccolato industriali registrano rincari tra il 6% e il 10%, arrivando a  costare oltre i 77 euro al chilo (contro i 70 euro dello scorso anno). Se per un uovo di marca si spendono dai 7 ai 22 euro, per le versione artigianali si sale a 40 euro, fino a superare i 100 euro per le uova “gourmet”.

Il dato è paradossale: i prezzi al dettaglio salgono nonostante la quotazione del cacao sia crollata del 58% in dodici mesi. Un aumento che le associazioni definiscono ingiustificato. Reggono meglio le colombe, con i prezzi tra i 5 e i 16 euro, mentre quelle farcite possono sfiorare i 20 euro. 

Cultura e politica dei consumi

Quella che emerge è una Pasqua segnata dai rincari, dove anche le tradizioni più semplici diventano una spesa difficile da sostenere. La Pasqua 2026 si conferma all’insegna dei sacrifici per le famiglie italiane: tra il caro – voli e l’aumento dei prodotti tipici, il rischio concreto è che molti cittadini siano costretti a rinunciare ai viaggi o a tagliare il budget per i festeggiamenti.

La festività rimane così segnata da una “stangata” che colpisce duramente spostamenti e tradizioni, nella speranza di interventi che blocchino l’aumento dei prezzi durante le feste.

Prospettive: speranza per il 2027

Gli esperti spiegano che per vedere un calo reale dei prezzi bisognerà attendere che le aziende smaltiscono le scorte acquistate in  precedenza a costi elevati. Se la tendenza al ribasso delle materie prime continuerà, senza nuovi scossoni geopolitici o eventi climatici estremi, i consumatori potranno beneficiare di prezzi più competitivi solo a partire da Pasqua 2027.