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Il Tour de France è la competizione ciclistica a tappe più prestigiosa e seguita al mondo. Nato nel 1903, si disputa ogni estate e rappresenta il vertice della stagione per i professionisti del ciclismo su strada. L’edizione 2026, la numero 113 della Grande Boucle, si svolge dal 4 al 26 luglio, con partenza da Barcellona e arrivo tradizionale a Parigi dopo 21 tappe e oltre 3.333 chilometri di gara, oltre 54.000 metri di dislivello e un trittico finale leggendario con la doppia scalata all’Alpe d’Huez. Il percorso attraversa Spagna e Francia, includendo Pirenei, Massiccio Centrale, Giura, Vosgi e Alpi.

Ogni anno il Tour de France richiama centinaia di milioni di spettatori televisivi e migliaia di tifosi lungo le strade. Ma dietro la celebre immagine della maglia gialla e delle grandi montagne si nasconde una realtà economica molto variegata: gli stipendi dei corridori possono differire di oltre cento volte tra una superstar e un gregario (l’atleta che si sacrifica lavorando per favorire la vittoria del capitano). I gregari proteggono il leader dal vento, controllano gli avversari e, in caso di guasti, gli cedono la propria bicicletta. 

Tour de France 2026: quanto guadagna un corridore 

Al Tour de France 2026 partecipano 184 corridori, suddivisi in 23 squadre professionistiche, ciascuna composta da 8 atleti. Il guadagno varia molto in base al ruolo dell’atleta. I corridori meno conosciuti possono percepire stipendi di poche decine di migliaia di euro all’anno, mentre i campioni più affermati arrivano a guadagni milionari.

Alla base della piramide del ciclismo professionistico ci sono i gregari, il cui stipendio oscilla tra i 50mila e i 150mila euro annui. Poi si trovano i corridori capaci di vincere tappe o ottenere risultati importanti, con compensi che possono raggiungere diverse centinaia di migliaia di euro, mentre i grandi protagonisti del Tour giocano in un’altra categoria. Tadej Pogačar, uno dei corridori più forti al mondo, ad esempio, avrebbe uno stipendio stimato intorno agli 8 milioni di euro all’anno, confermandosi come il corridore più pagato al mondo. Tra i più pagati, però, figurano anche Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard, con compensi che superano i 5 milioni di euro annui.

Tour de France 2026: il guadagno deriva anche dai premi e non solo

Oltre allo stipendio, i corridori possono guadagnare grazie ai premi assegnati durante la corsa. Ogni vittoria di tappa, ogni giorno trascorso indossando la maglia gialla e ogni piazzamento nelle classifiche finali garantiscono un premio economico. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di bonus che vengono condivisi tra i compagni di squadra e lo staff tecnico.

Ecco i principali premi della classifica finale: Vincitore della classifica generale: 500.000 euro; Secondo della classifica generale: 200.000 euro; Maglia verde (classifica a punti): 25.000 euro; Miglior scalatore (maglia a pois): 25.000 euro; Miglior giovane (maglia bianca): 20.000 euro; Miglior squadra del Tour: 50.000 euro. 

E’ importante ricordare che a questi premi finali si aggiungono le ricompense per le singole tappe. Ogni giorno di gara, infatti, i primi 20 corridori al traguardo si dividono una somma di denaro: ad esempio, il vincitore di tappa incassa 11mila euro, il secondo 5.500 euro, il terzo 2.800 euro. Chi indossa la maglia gialla, infine, riceve 500 euro al giorno aggiuntivi, semplicemente per indossarla. 

Tour de France 2026: anche sponsorizzazioni e attrezzatura contano

I premi ottenuti nella competizione rappresentano solo una parte dei guadagni complessivi di un ciclista professionista. Una quota importante arriva, infatti, dagli accordi di sponsorizzazione, soprattutto per i corridori di punta delle squadre e per gli atleti con maggiore visibilità pubblica. Aziende produttrici di biciclette e componenti, marchi di alimentazione sportiva e produttori di accessori tecnici investono nel ciclismo attraverso partnership che possono incrementare molto il reddito degli atleti. Da non sottovalutare anche l’attrezzatura, che ha un ruolo essenziale nella carriera quotidiana di un professionista. Durante tappe molto lunghe, salite impegnative, discese ad alta velocità e condizioni climatiche difficili, i corridori utilizzano materiali tecnologicamente avanzati pensati per garantire sicurezza e prestazioni.