laghi e fiumi
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Immergersi in laghi e fiumi per cercare refrigerio nei giorni torridi dell’estate mediterranea può sembrare un’ottima idea. L’acqua fredda, a tratti gelida, la vegetazione che li circonda e ripara dalla calura, le sponde fresche – ricoperte di sassolini o massi dove sedersi e riposare – attirano numerosi avventori, dai gruppi di giovani, alle coppie fino alle famiglie con bambini. 

In pochi però riflettono sul fatto che queste gite fuori porta in laghi e fiumi possono rappresentare un grande pericolo, soprattutto per coloro che sono nuovi a questa attività ma anche per i nuotatori più esperti. 

A rendere insidiose le nuotate e le immersioni in laghi e fiumi sono le peculiarità di questi bacini di acqua dolce: dalla profondità, alla temperatura, dalle correnti ai mulinelli fino alla scarsa salinità dell’acqua.

Laghi e fiumi: i rischi in comune

Trattandosi di bacini di acqua dolce, il galleggiamento del corpo non sarà favorito dalla salinità dell’acqua, come accade invece al mare. L’acqua del mare è più densa per la maggiore presenza di sale, viceversa, quella di laghi e fiumi offre una minore spinta al galleggiamento. Stare a galla sarà quindi un po’ più faticoso di quanto non si possa essere abituati. 

Un altro rischio condiviso dalle due fonti d’acqua è la temperatura dell’acqua, che può essere molto bassa, in modo particolare se il lago o il fiume si trova ad altitudini importanti, come nel caso dei laghi di montagna. La temperatura dell’acqua di laghi e fiumi cala drasticamente con la profondità ed è influenzata dalle correnti e dai venti. Tutto ciò può rappresentare un pericolo per i meno esperti e può comportare uno shock termico, definito ‘idrocuzione’ o ‘shock da immersione in acqua fredda’, con crampi, blocchi digestivi e, nei casi più gravi, arresto cardiaco.

Ad accomunare laghi e fiumi poi anche il frequente salto repentino di profondità: se le sponde sono solitamente basse e facilmente affrontabili anche dai meno esperti, facendo qualche passo verso il centro del fiume o del lago ci si potrebbe trovare a sprofondare drasticamente, passando dall’acqua che lambisce appena le ginocchia all’acqua che ti sovrasta fin sopra la testa. Si deve dunque essere pronti e preparati ad affrontare il cambio di profondità e le sue conseguenze. 

Le insidie specifiche dei laghi

I fondali lacustri sono spesso fangosi o ricchi di vegetazione acquatica densa e alghe filamentose. Questo riduce notevolmente la visibilità e aumenta il rischio di senso di smarrimento e panico, soprattutto se si rimane impigliati con mani, piedi o gambe nella fitta vegetazione subacquea. 

Non bisogna sottovalutare poi le sesse, correnti e oscillazioni invisibili della massa d’acqua che, quando unite ai venti improvvisi, possono allontanare rapidamente dalla sponda, trasformando il ritorno verso riva in uno sforzo fisico molto impegnativo.

I pericoli precipui dei fiumi

Il fiume è in perenne movimento, il che lo rende l’ambiente acquatico in assoluto più imprevedibile. Il rischio principale è rappresentato dalla diversa forza della corrente, molto rapida al centro e calma vicino a riva. Questa differenza di forza genera mulinelli e vortici, specialmente in prossimità di elementi statici e di grandi dimensioni come piloni di ponti, massi o strozzature del letto del fiume, capaci di risucchiare un corpo verso il fondo e trattenerlo. 

Nei corsi d’acqua esiste anche il pericolo degli ostacoli sommersi e mobili: tronchi trascinati dalla corrente, rami incastrati e rocce taglienti. Un bagnante può essere violentemente spinto contro questi ostacoli o rimanerci incastrato. 

Uno dei rischi più sottovalutati ma letali è quello delle piene improvvise: un temporale estivo a chilometri di distanza, sulle montagne dove il fiume nasce, può far innalzare il livello dell’acqua e aumentare la violenza della corrente nel giro di pochissimi minuti, travolgendo chi si trova sulle sponde.

Laghi e fiumi: in sintesi

Cercare refrigerio e relax in un lago o in un fiume non deve diventare un tabù, ma richiede una consapevolezza diversa rispetto alla classica giornata al mare. Conoscere i limiti del proprio corpo e le insidie nascoste del territorio è l’unico vero salvagente capace di evitare che una splendida giornata estiva si trasformi in tragedia.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.