Un’esperienza comune a molti viaggiatori italiani è lo stupore e l’indecisione nell’attraversare la strada in Paesi in cui si guida a sinistra. Per non parlare poi di quando si guida un’automobile in questi luoghi: per i primi minuti sembra di aver dimenticato come ci si muove per le strade.
Un’abitudine molto più diffusa di quanto si pensi
La pratica non riguarda solamente l’Inghilterra, come talvolta si pensa erroneamente. È infatti molto più diffusa: circa un terzo/ un quarto della popolazione mondiale vive in Paesi dove si guida a sinistra!
Se in Europa occidentale oggi la guida a destra si è affermata quasi senza esclusioni – fatta eccezione per Irlanda e Malta – mentre nel Regno Unito e nelle molte ex colonie britanniche la guida sul lato sinistro della strada, con il volante collocato sulla destra nell’abitacolo, è rimasta nei decenni un punto fermo.
Da dove nasce la pratica
L’usanza della marcia sul lato sinistro della strada potrebbe affondare le sue radici all’epoca delle grandi civiltà antiche. Secondo alcune ricostruzioni, infatti, questa sarebbe stata una pratica comune alla civiltà egizia, a quella greca e a quella romana.
Spesso, poi, al transito sulla sinistra è associata anche la figura di papa Bonifacio VIII che, si narra abbia chiesto a tutti i pellegrini di ‘tenersi sul lato sinistro della strada’ all’interno della città di Roma durante il primo Giubileo del 1300.
Come mai nei secoli si era consolidata questa abitudine? Principalmente perché consentiva ai cavalieri, e poi ai cocchieri, di essere nella posizione migliore per poter rispondere ad eventuali attacchi improvvisi, brandendo la spada con la mano destra.
Il lato di guida come strumento politico
Ad un certo punto, guidare su un lato o sull’altro della strada divenne perfino un gesto politico. Al tempo della rivoluzione francese, Robespierre stabilì che si doveva circolare sul lato destro. Una presa di posizione che sembrò una vera e propria sfida alla consuetudine dei tempi e di cui era parte anche la Chiesa cattolica, contro cui il pensiero illuminista da lui abbracciato si scagliava.
Napoleone impose ai Paesi da lui occupati la guida a destra, forse anche in opposizione all’usanza in essere nel Regno Unito, già detentore di numerose colonie e in continua espansione.
L’impero britannico e la guida a sinistra
Molte ex colonie inglesi – esclusi Canada, Nigeria, Birmania, Sudan, Sud Sudan, Belize, Somalia, Ghana, Sierra Leone, Gambia, Yemen del Sud e Gibilterra – continuano tutt’oggi a guidare a sinistra.
A frenare la dismissione della consuetudine è, oltre all’abitudine dei guidatori, un motivo puramente economico: invertire il lato di marcia avrebbe infatti enormi costi sia in termini di parco veicolare che di infrastruttura stradale.
Ecco i Paesi ex colonia britannica che mantengono la guida a sinistra:
- Asia: Bangladesh, Bhutan, Brunei, India, Hong Kong, Malesia, Maldive, Nepal, Pakistan, Singapore e Sri Lanka.
- Africa: Botswana, Eswatini, Kenya, Lesotho, Malawi, Mauritius, Namibia, Seychelles, Sudafrica, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe.
- Oceania: Australia, Nuova Zelanda, Fiji, Kiribati, Nauru, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Tonga e Tuvalu.
- Americhe e Caraibi: Anguilla, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Bermuda, Dominica, Grenada, Guyana, Giamaica, Isole Cayman, Montserrat, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago, Turks e Caicos.
Paesi che guidano a sinistra per scelta
In Giappone si guida a sinistra ed è una tradizione che risale all’epoca dei Samurai. Questi camminavano sul lato sinistro della strada per evitare che le spade, portate sul fianco sinistro, si scontrassero. La costruzione della rete ferroviaria giapponese fu addirittura affidata agli inglesi, nel 1872.
La guida a sinistra in Indonesia è parte del retaggio coloniale olandese, così come accadde in Suriname.
La Thailandia invece non è mai stata oggetto di colonizzazione, ma gli intensi rapporti commerciali con il Regno Unito fecero sì che si imponesse la guida a sinistra.
Altri Paesi che hanno scelto autonomamente la guida sul lato sinistro sono Macao e Timor Est, ex colonie portoghesi, e le Isole Vergini Americane, per la tradizione consolidata nel periodo in cui fu colonia danese.
Il caso unico di Samoa
Samoa è l’unico Paese ad aver recentemente scelto di passare alla guida a sinistra. Il motivo è poi la parte più interessante: spostare la guida sul lato sinistro avrebbe concesso di importare dall’Australia e dalla Nuova Zelanda auto usate a basso prezzo.
E in Italia da quando si guida a destra?
Nel 1901 il regolamento stradale prevedeva in tutta Italia la guida a destra, tuttavia ogni provincia poteva scegliere la direzione di marcia dei veicoli a seconda delle esigenze. Per diversi anni, ad esempio, nelle grandi città come Milano e Roma si guidava sul lato sinistro mentre sulle strade di campagna e nelle extraurbane si guidava a destra. Nel 1923, quando era al potere Mussolini, fu emanato il Regio decreto n. 3176 del 31 dicembre 1923 che stabiliva l’uniformazione nazionale alla guida a destra.
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Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l’inizio dell’attività professionale in Alanews, service ufficiale dell’agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport – come inviata in Lega Calcio – e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l’agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell’istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.

