Non c’è il tradizionale “Sempre con te sarò, solo non ti lascerò” che ricorda anche al milanista dell’ultima ora o dell’ultima finestra di mercato che “sono nato rossonero”. No, a Milanello risuonano i cori in tedesco cantati dai tifosi del Borussia e che forse Malik Thiaw riesce a comprendere fino in fondo, lui che in Germania ci è nato e cresciuto. Eppure, nella cacofonia dei decibel che rimbombano dalle parti di Carnago, un senso in tutto questo c’è e Stefano Pioli, alla vigilia della trasferta a Dortmund, l’ha spiegato chiaramente: forse, al Signal Iduna Park del Borussia, sarà solo questo il rumore che i giocatori del Milan sentiranno.
L’allenamento di Pioli: a Milanello i cori dei tifosi tedeschi
Se è questo che ci aspetta – ha pensato l’allenatore diavolo – tanto vale essere preparati ed esorcizzare timori. Allenarsi ai cori degli avversari, che lo stadio dei gialloneri lo trasformeranno in un girone da inferno dantesco. “Probabilmente i giocatori non sentiranno nemmeno la mia voce”, ha spiegato il tecnico prima di prendere l’aereo che l’avrebbe portato in Germania, insieme ai suoi. “Ma il Milan sarà preparato per affrontare la partita in ogni dettaglio”.
Champions: Milan in casa del Borussia, cambia il centrocampo
Anche perché, dopo il pareggio interno con il Newcastle alla gara d’esordio del girone di Champions, quello con il Borussia rischia di essere già uno scontro diretto. Nessuno se la sente di mettere in dubbio il passaggio del Psg, già vincitore 2-0 con il Dortmund nella tornata precedente, quindi il posto a disposizione per andare oltre se lo giocano proprio Milan e l’ex squadra di Pulisic, che sotto il “muro giallo” dei tifosi locali più volte s’è tuffato per esultare dopo un gol.
Il Milan, che “scende in campo per vincere, come sempre”, per l’occasione affida le chiavi del centrocampo a Reijnders, risparmiando Adli che invece aveva svolto mansioni da play contro la Lazio, ormai da rodato vice Krunic. Con Loftus-Cheek infortunato proprio contro i biancocelesti, confermato Musah a destra, mentre Pobega dovrebbe essere l’interno di sinistra nel 4-3-3 che Pioli non rivoluziona, almeno nella difesa. Davanti a Maignan, Calabria, Tomori e non Kjaer, ma proprio Thiaw. Con Theo Hernandez imprescindibile sull’esterno. Davanti, il terzetto di riferimento con Leao e Pulisic ad agire accanto al consueto riferimento centrale, Giroud.

