Ben Shelton, il nuovo idolo delle folle del tennis. Americano, classe 2002 e numero 19 del mondo attualmente, non male per un ventunenne alla prima stagione tra i professionisti dell’Atp. Non altissimo,193 centimetri, ma nemmeno uno dei più bassi in circolazione. E questo gli consente di sfoderare uno dei servizi più veloci e potenti attualmente nel circuito maggiore.
L’ace di Shelton a 236 orari e gli inizi con papà Bryan
Il contachilometri racconta di un ace scagliato a 236 orari e una media vicina ai 215 km/h con la prima di servizio. Mancino dotato di un grandissimo ritmo in campo, con cui tra dritti e rovesci a due mani stordisce spesso gli avversari con la sua forza e velocità. La sua passione nasce fin da piccolo con il padre, l’ex tennista Bryan Shelton, allenatore del team di tennis maschile dell’Università della Florida (Florida Gators) nell’ambito dell’Ncaa, in cui Ben è entrato a far parte nel 2020.

Ha iniziato a giocare a tennis e a muovere i suoi primi passi con una racchetta in mano all’età di 10 anni insieme al padre. I suoi campi da tennis preferiti sono quelli con la superficie in cemento e il suo idolo è Roger Federer. Attualmente è anche sponsor e ambassador di On, il marchio di abbigliamento in gran parte proprio di proprietà di Roger Federer, e ha annunciato di aver incluso nel proprio team di sponsorship anche Iga Swiatek e il giovane portoghese Joao Fonseca. Fa il suo debutto nel tennis dei grandi nel giugno 2021 e un mese dopo vince i suoi primi titoli Itf, circuito minore tennistico, in singolare e in doppio al torneo M25 di Champaign.
La cornetta abbassata da Djokovic a Shelton
Riceve una wild card per le qualificazioni del suo primo grande slam, gli US Open 2021 e viene sconfitto al secondo turno da Botic van de Zandschulp. Neanche un anno e mezzo dopo il vero exploit nel 2023. Raggiunge per la prima volta i quarti in uno Slam con i successi su Nicolas Jarry, Alexei Popyrin e J.J. Wolf agli Australian Open 2023. L’accesso alla semifinale australiana gli viene però negata dal suo amico e connazionale Tommy Paul, che si impone al quarto set, Shelton guadagna 45 posizioni e sale alla 44esima.

Ma il momento in cui in molti si sono innamorati del giocatore di Atlanta è quello dello scorso Us Open dove è riuscito ad arrivare in semifinale perdendo solo contro un certo Nole Djokovic. In questo grande slam è diventato virale e famoso anche grazie alla sua oramai iconica esultanza della cornetta del telefono abbassata in faccia agli avversari, ma che in quel torneo gli è stata mostrata proprio da Djokovic dopo che lo ha sconfitto in semifinale. Questo caso ha provocato non poche polemiche nei confronti del numero 1 del mondo che ha voluto commentare che l’esultanza di Ben è molto bella e l’ha solamente voluta replicare.
La scalata di Shelton al ranking Atp fino al 19esimo posto
Il ragazzo non si è ne montato la testa ne ha cercato di difendersi da questa faida del telefono con Nole, ma anzi è andato dritto per la sua strada arrivando all’attuale diciannovesima posizione mondiale del ranking. L’ultima partita che ha disputato sono stati i quarti di finale al Master 1000 di Shanghai dove si è arreso all’amico di sempre Sebastian Korda, ma dove lo abbiamo visto di una bellissima vittoria ai danni del numero 4 del mondo Jannik Sinner. Insomma un grandissimo futuro attende Ben Shelton, che per ora vanta solamente una cinquantina o poco più di partite disputate nel circuito maggiore ed ancora zero titoli in bacheca, ma sicuramente anche grazie al papà in panchina riuscirà a diventare un tennista di spessore.
Marco Micheletti

