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La notizia ha fatto rumore per la spaccatura del fronte di serie A, inevitabile dopo mesi e mesi di trattativa che ha portato a cristallizzare sempre più le posizioni e ad accettare soluzioni di compromesso che, di per sé, non sempre sono un bene. Resta il fatto che la fumata bianca per i diritti tv ha decretato, nelle ore scorse, che la Serie A resterà su Dazn e Sky.

Diritti tv, l’assegnazione a Dazn e Sky

L’assemblea della Lega Serie A ha infatti accettato l’offerta delle due emittenti con 17 voti a favore. Tanti, ma non tutti hanno deciso di alzare il pollice. Con i club che hanno dato così l’ok all’offerta di Dazn e Sky da 900 milioni a stagione a partire dal 2024-25 e fino al 2028-29. Milioni di cui circa 700 provengono dalla piattaforma Ott e altri 200 milioni dalla pay-tv. Epilogo numerico di una vicenda che ha parcheggiato in soffitta, almeno per il momento, l’ipotesi del canale di Lega. Dazn trasmetterà 10 partite, con 3 partite che saranno in co-esclusiva con Sky.

Assegnazione dei diritti tv, Scaroni: “Guardare ai mercati di Usa, Cina e Indonesia”

Già nel corso dell’assemblea dei soci del Milan, nel pomeriggio di lunedì, il presidente del Milan – Paolo Scaroni – aveva spiegato che “quel che mi dà preoccupazione e anche angoscia non è tanto il tema dei diritti nazionali, quanto quello dei diritti internazionali. Il Milan è un brand mondiale e noi dobbiamo
espanderci anche nei mercati stranieri, come gli Stati Uniti, in cui dopo 100 anni il calcio ora comincia a farsi strada. Dobbiamo assolutamente avere presenza dei diritti in Usa, Cina, Indonesia: è lì che si gioca molto del futuro della Serie A. Per organizzare un canale televisivo ci vogliono capacità organizzative che non interamente in Lega”.

Diritti tv, De Laurentiis: “Non implementeremo il valore del nostro calcio”

Parole di tenore completamente diverso da quelle del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: “L’imprenditore deve saper misurare l’area del rischio: questa soluzione è più comoda, ma non implementerà mai il valore del calcio italiano. Il valore del calcio italiano passa attraverso investimenti. I miei compagni di squadra in Lega amano essere passivamente operativi nel sistema. Io che non ho mai giocato in maniera passiva, detesto operare in questo modo. Poi c’è stupidaggine di fare accordo da cinque anni. In momenti di crisi”, erano state le parole di De Laurentiis, “cinema e calcio sono due settori che vanno fortissimo. Sono la panacea ai dolori del quotidiano, ma noi questo sogno lo abbiamo messo nel cassetto. Sky e Dazn non fanno questi grandi investimenti”, aveva aggiunto.