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Si tratta di capire se sia meglio stendere il celebrato velo pietoso o, al contrario, alzare il tappeto ed evitare di metterci sotto la polvere. Ma resta il fatto che i violenti scontri tra tifosi e forze dell’ordine, durante Brasile-Argentina, non possono essere scordati con una semplice scrollata di spalle.

Qualificazione ai Mondiali: Brasile-Argentina 0-1, la rissa sugli spalti

Lo fa, a suo modo, anche Lautaro Martinez. Capitano dell’Inter e sempre più leader anche della formazione campione del mondo. L’argentino, dopo il successo per 0-1 della sua Seleccion, non ha mancato di argomentare un “peccato per tutto quello che è successo prima dell’inizio della partita. Succede sempre la stessa cosa in questo posto. Grazie per il sostegno a tutte le persone che sono venute e li difenderemo sempre dentro il campo”, condito da un “gli argentini hanno los huevos“, in cui il riferimento non è a pietanze alla cocque o all’occhio di bue.

Lo sputo di Di Maria ed Emiliano Martinez che tenta di rubare il manganello

Diverso è stato invece il post partita di Angel Di Maria, immortalato dalle telecamere dello stadio brasiliano mentre sputa a un tifoso del Maracanà. Il tutto mentre si stava dirigendo verso gli spogliatoi, quando è stato prima raggiunto da quella che verosimilmente dovrebbe essere stata acqua. A cui ha risposto, per l’appunto, con liquido che acqua di fonte non era. Il Fideo rischia così una lunga squalifica da parte della Fifa, che pur dovrà mettere mano al libro nero delle sanzioni per prendere (postumi) provvedimenti con quel che è avvenuto sugli spalti. Dove le due tifoserie sono venute a contatto e nella royal rumble che ne è seguita anche la polizia locale ci ha messo del suo con cariche e manganelli. Proprio uno di quelli che Emiliano Martinez, portiere dell’Argentina, ha tentato di sottrarre a un agente, arrampicandosi in direzione degli spalti.

La doppia sconfitta del Brasile: di immagine, ma anche nel girone

Roba dell’altro mondo, verrebbe da dire, non fosse che i protagonisti della partita sono quasi interamente attori dei principali campionati europei. Proprio come Nicolas Otamendi, il difensore del Benfica che è risultato l’uomo partita. E che ha messo in guai seri, in questo caso sportivi, il Brasile. Che ha perso per la prima volta nella storia un match casalingo di qualificazione al Mondiale e che dopo la sconfitta in Colombia ha perso nuovamente, scivolando addirittura al sesto posto del girone. Le parole dal sapore d’addio pronunciate dal commissario tecnico albiceleste, Lionel Scaloni, in questo trambusto sono passate quasi in secondo piano. Ed è questa una mortificazione in più di quel che è avvenuto tra le due forze per antonomasia del calcio sudamericano. Todo alegria e jogo bonito? Non proprio.