In quello che dovrebbe essere il tour d’addio del tennista Rafael Nadal, Roma rappresenta una tappa speciale. A sottolinearlo, due o tre ‘vamos’ che Rafa ha urlato alle tribune con quell’orgoglio che gli è sempre appartenuto, anche nei momenti più difficili. Per la sua diciannovesima presenza al Foro, dove ha alzato il trofeo per 10 volte (più di chiunque altro), c’era chi era pronto a salutarlo già dopo il match d’esordio. E c’era chi giurava che avrebbe dato tutto per rinviare la malinconia dei saluti.

Tennis, Internazionali di Roma: Nadal batte Bergs
Hanno avuto ragione coloro che avevano fiducia, e anche se si fatica a immaginare questo Nadal competitivo per il titolo, ritrovarlo per una partita in più è già qualcosa che riempie il cuore. Poco prima che la pioggia si abbattesse su Roma, Rafa è riuscito ad avere la meglio sul belga Bergs, che aveva vinto il primo set. Un andamento che, per paradosso, ha dato fiducia a Nadal, capace di rimontare trovando in corsa un tennis sufficiente per arrivare al secondo turno contro un avversario decisamente più ostico: Hubert Hurkacz.

Nadal a Roma: “Mi sento vicino a una condizione accettabile”
“Non posso dire di aver giocato bene – ha spiegato – ma mi sento un po’ più vicino a una condizione accettabile. Ci vorrebbe più tempo per ritrovare la mia miglior forma, ma questo tempo non c’è e allora devo fare i conti con la realtà. Voglio evitare di avere paura e mantenere la speranza di poter crescere ancora”. A poche settimane dai 38 anni, mentre c’è il figlio che si dipinge un sorriso sul volto vedendo papà immortalato sulle foto del Centrale, Rafa riesce ancora a sorprendere tutti con una visione di lungo periodo, anche se il lungo periodo in questo caso ha comunque un orizzonte limitato (a meno di ripensamenti).
Come sarà l’addio al tennis di Rafa Nadal
Battere Bergs, certamente, non significa che Nadal sia tornato competitivo per i grandi tornei, per il Roland Garros o per le Olimpiadi. Tuttavia, è sufficiente per capire che ci crede ancora. Mentre il mondo del tennis comincia a pensare a come sarà questo addio (alla Laver Cup, come Roger?), lui rimane concentrato sull’obiettivo. Sperando, domani, di essere un po’ meglio rispetto a come è stato oggi. È così che questa persona speciale ha incantato Roma dal 2005 in poi.

