Il prossimo 12 agosto gli occhi saranno puntati al cielo per un’eclissi solare totale, che attraverserà la Groenlandia, l’Islanda, la Russia settentrionale, l’Oceano Atlantico, la Spagna e una piccola porzione del Portogallo. Però, sarà visibile anche dal nostro Paese, dove il fenomeno si presenterà come eclissi parziale. A Milano, ad esempio, secondo i dati della Nasa, il massimo dell’eclissi è previsto intorno alle 20.20, con circa il 92% del disco solare coperto. Osservare un’eclissi solare è un’esperienza affascinante, ma anche un’attività che richiede particolari precauzioni. Sempre secondo la Nasa e l’American astronomical society – Aas, guardare il Sole senza protezioni adeguate può causare danni permanenti alla retina, anche dopo pochi secondi di esposizione: “La radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre varia dalla radiazione ultravioletta (UV) a lunghezze d’onda superiori a 290 nanometri (nm) alle onde radio nell’ordine dei metri. I tessuti dell’occhio trasmettono una parte sostanziale della radiazione tra 380 e 780 nm alla retina sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio. Sebbene sia noto che l’esposizione ambientale alle radiazioni UV contribuisce all’invecchiamento accelerato degli strati esterni dell’occhio e allo sviluppo della cataratta, la preoccupazione principale per la visione impropria del Sole durante un’eclissi è lo sviluppo di “cecità da eclissi” o ustioni retiniche causate dalla luce visibile ad alta intensità”, si apprende dall’Aas.
Eclissi solare: cosa serve per guardare l’eclissi in sicurezza
Le fonti ufficiali della Nasa indicano che è possibile osservare direttamente il Sole soltanto utilizzando: occhiali per eclissi certificati secondo lo standard internazionale ISO 12312-2; visori solari portatili certificati per l’osservazione del Sole e telescopi, binocoli e fotocamere dotati di filtri solari specifici montati davanti all’obiettivo, progettati per l’osservazione solare.
Inoltre, la Nasa raccomanda di controllare sempre che gli occhiali o i visori non siano graffiati, forati, strappati o danneggiati prima di utilizzarli.
Chi non disponesse, invece, di occhiali certificati, il sito ufficiale della Nasa informa che esistono metodi indiretti sicuri, come il proiettore a foro stenopeico (pinhole projector), che consente di osservare l’immagine del Sole proiettata su una superficie vicina, senza guardarlo direttamente.
Eclissi solare: cosa non bisogna assolutamente indossare o utilizzare
Le autorità scientifiche, come la Nasa, sono particolarmente chiare su alcuni oggetti che non devono mai essere usati per osservare il Sole: normali occhiali da sole, anche molto scuri; occhiali da sole polarizzati; lastre fotografiche, pellicole esposte o CD/DVD usati come filtri improvvisati; filtri artigianali o realizzati in casa e occhiali o visori privi della certificazione ISO 12312-2.
Gli esperti sottolineano, inoltre, che gli occhiali da sole riducono la luminosità percepita, ma non bloccano in modo sufficiente le radiazioni solari dannose ed è per tale ragione che non offrono alcuna protezione adeguata durante un’eclissi.
Eclissi solare: non dimenticare di proteggere anche la pelle
E’ importante ricordare che il sole resta luminoso anche durante un’eclissi. Pertanto, è fondamentale non dimenticare di proteggere la propria pelle applicando la crema solare; “Anche durante un’eclissi parziale o anulare, o durante le fasi parziali di un’eclissi totale, il Sole sarà comunque molto luminoso. Se state osservando un’eclissi completa, potreste trovarvi esposti alla luce solare diretta per ore. Ricordate di indossare la crema solare, un cappello e indumenti protettivi per evitare danni alla pelle”, spiega il sito ufficiale della Nasa.

