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Ogni anno, nel calendario popolare, si parla di Blue Monday, definito come il ‘giorno più triste dell’anno’: nel 2026 cade lunedì 19 gennaio, essendo il terzo lunedì del mese. 

Il mito del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno: le origini  

Il termine Blue Monday fu coniato il 24 gennaio 2005 in un comunicato stampa del canale televisivo britannico Sky Travel, del gruppo Sky UK dedicato ai viaggi, il quale attribuì questa data a una presunta equazione psicologica elaborata da Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff. Secondo quell’equazione, fattori come il meteo invernale, la poca luce solare, le spese natalizie, la fine delle vacanze e i buoni propositi non mantenuti si combinerebbero per rendere quel giorno particolarmente triste. 

Il mito del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno: cosa dice la scienza 

Non esiste alcuna evidenza scientifica che il Blue Monday sia realmente il giorno più triste dell’anno dal punto di vista psicologico o clinico. La comunità scientifica evidenzia come la formula originale non abbia validità metodologica e che il concetto, di base, sia nato come espediente di marketing. Pertanto, il calcolo di Arnall è stato respinto dalla comunità scientifica e accademica, come si apprende da Live Science: “La malinconia invernale è una risposta naturale alla fine delle vacanze natalizie e delle festività, ma patologizzare queste normali emozioni in una forma di ‘depressione acuta’ come il Blue Monday è sbagliato”, ha affermato Craig Jackson, professore di psicologia della salute sul lavoro alla Birmingham City University in Inghilterra. “L’etica è quantomeno discutibile. Non ci sono prove scientifiche attendibili che dimostrino che il Blue Monday sia più deprimente di qualsiasi altro giorno o addirittura del giorno più deprimente dell’anno”, ha dichiarato a Live Science.

Il mito del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno: un’occasione per riflettere 

Nonostante la scienza non comprovi il Blue Monday, tale mito è entrato nel linguaggio quotidiano e nelle cronache internazionali, diventando una vera e propria occasione per riflettere sui fattori reali che possono influenzare l’umore durante il periodo invernale: le giornate più corte, la ridotta esposizione alla luce naturale, il rientro alla routine dopo le festività e pressioni psicologiche legate all’inizio dell’anno possono contribuire a sensazioni di stanchezza o malumore. 

Il mito del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno: strategia di vendita 

Come porre rimedio alla tristezza stagionale? Rispondono le aziende, dando un nome a una sensazione diffusa come la malinconia di gennaio in modo da aiutare a creare connessione con i consumatori e proporre prodotti e servizi come ‘rimedio’. Da quanto si apprende su Tgcom: “Secondo studi di Harvard Business Review, il 95% delle decisioni di acquisto sono prese a livello subconscio, guidate più dalle emozioni che dalla logica. Il marketing emozionale si dimostra particolarmente efficace: le campagne con contenuto emozionale hanno il doppio delle performance (31% contro 16%) rispetto a quelle con solo contenuto razionale”.