Daniel Pisani
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Si chiama “Stagioni” ed è il nuovo brano di Daniel Pisani, professore e artista a tuttotondo che ha messo in musica una delle poesie più amate dal padre. Il brano trova la sua dimensione musicale grazie alla produzione di Andrea “Sthage” Brigatti. Tra ricordi e poesia, il singolo ti trasporta su una nuova realtà con la voce di Leyla Mischi, quasi come se questa volta fosse la madre di Daniel Pisani a voler parlare al padre.

Per conoscere meglio Stagioni abbiamo intervistato proprio il suo autore.

Intervista a Daniel Pisani

Prof Pisani, come nasce questo brano?

Stagioni nasce prima di tutto come un omaggio: un tributo sentito e profondo a mio padre, uomo perennemente legato alla poesia, capace di vedere nel verso l’unica forma di eternità che concepiva. Essendo di fede laica, convinto che oltre la vita terrena non vi fosse altro, il suo unico, grande desiderio era quello di non essere dimenticato: che le sue parole, i suoi versi, potessero trasformarsi in ricordo, sopravvivendo al tempo che tutto consuma.
Inizialmente avevo pensato di organizzare una serata in suo onore, ma presto mi resi conto di quanto sarebbe stato un tentativo vano e ingeneroso: non sono in molti, purtroppo, a possedere quella sensibilità che apre alla cultura e alla poesia, e immaginare un incontro limitato a poche quindici o venti persone mi sembrava ridurre troppo il valore di ciò che volevo trasmettere.
Fu così che, in una notte insonne, nacque l’idea che all’apparenza poteva sembrare folle: dare concretezza a quel suo testo, trasformarlo in una canzone. Stagioni era tra le sue poesie più amate, tanto da averla pubblicata in ben tre dei suoi numerosi libri: realizzarla in musica significava farla vivere in una forma nuova, capace di raggiungere più cuori, e mantenere vivo il suo pensiero al di là di ogni confine.

Come è andata la collaborazione con Leila Mischi?

Tutto ha origine da un’amicizia consolidata con Stefano Fisico, figura di spicco nel contesto di QSVS, che opera come manager nel mondo della musica di altissimo livello. Fu proprio lui la prima persona che contattai, per capire se questo mio progetto fosse soltanto un’utopia o se invece potesse trovare concretezza. Stefano è uomo di sostanza, di poche ma decise parole: mi mise subito in contatto con Andrea Shtage Brigate compositore e artista di grande valore. Insieme, valutarono il lavoro e indicarono che la voce più adatta a interpretarlo sarebbe stata quella di Leila Mischi. Vidi alcuni suoi video e non ebbi alcun dubbio: era proprio lei l’anima e la voce giusta per dare vita a Stagioni.

Gli insegnamenti del padre di Daniel Pisani

Quali sono i ricordi e gli insegnamenti più importanti che ti ha lasciato tuo padre?

Purtroppo il tempo a disposizione non è mai abbastanza e ,soprattutto, lo dobbiamo misurare pensando a chi ci ascolta o ci legge. Oggi, in fondo, si scrive e si racconta per gli altri, non solo per se stessi: altrimenti ci limiteremmo a comporre poemi per il nostro unico piacere. Invece dobbiamo saperci adattare al contesto, perché l’attenzione di chi ci segue è sempre più breve e fugace.
Ecco perché mi limito a due soli grandi insegnamenti che ho ricevuto da mio padre.
Il primo: non dare troppa importanza a nulla. Non vuol dire essere superficiali o distratti: vuol dire comprendere che non esiste una sola ragione assoluta della vita. Forse è proprio questo il segreto, la strada più sicura per avvicinarsi alla felicità.
Il secondo: l’ironia, anche nei momenti più difficili e drammatici. Anche quando sapeva che la fine si avvicinava, papà non ha mai smesso di scherzare. Ricordo con un sorriso, e non con tristezza, le parole che mi disse pochi giorni prima di andarsene: “Non ti preoccupare: che cosa può succedere? Al massimo muoio”. Una frase che riassume tutto il suo modo di vedere il mondo: leggero, libero, e coraggioso fino all’ultimo respiro.

Quali sono gli artisti che apprezzi di più e a cui magari ti ispiri?

È un percorso che trovo molto complesso, perché, in verità, non sono mai stato un intenditore di musica, tutt’altro. Devo confessare che, quando la mia canzone ha iniziato a passare per le radio, sentire e vedere il mio nome affiancato a quello di veri e propri mostri sacri della musica come i Jovanotti, e in un’occasione addirittura i Queen ,mi ha fatto rabbrividire, al punto da farmi sentire quasi fuori luogo, quasi blasfemo.
Detto questo, ho un legame particolare con la musica degli anni Ottanta e Novanta: per quanto riguarda quella internazionale, rimangono per me imprescindibili i Queen e Madonna. Nel panorama italiano, invece, c’è un poeta che, a mio avviso, supera ogni confine e ogni barriera terrena: sto parlando naturalmente di Zucchero Fornaciari.

Attraverso la musica è più facile portare la poesia alle persone?

Senza dubbio la musica rappresenta forse il canale comunicativo più potente che esista: perché riesce ad abbracciare tutti, senza distinzioni. Non mi riferisco soltanto ai giovani o a chi già porta qualche capello grigio a incorniciare il proprio volto per citare il grande Massimo Ranieri e il suo indimenticabile Perdere l’amore , ma intendo soprattutto la sua straordinaria capacità di esprimersi in linguaggi diversi, adattandosi a ogni epoca. Penso, ad esempio, alla musica rap di oggi: spesso viene sottovalutata, eppure merita tutto il riconoscimento di essere riuscita a raggiungere il cuore delle nuove generazioni. Parla della vita con sincerità e schiettezza, a volte anche con toni forti e diretti, ma in questo modo riesce a rappresentare appieno il mondo dell’adolescenza e della giovinezza, con le sue luci e le sue ombre. Spesso, tuttavia, si tende a sottovalutare le nuove generazioni. È vero che oggi la comunicazione assume forme più immediate, essenziali, fatte anche di abbreviazioni e linguaggi sintetici; ma mi piace ricordare l’esempio luminoso di una mia ex alunna, che ha saputo rimanere fedele a se stessa pur muovendosi in questo contesto. Ha scelto di esprimersi attraverso la poesia, arrivando a pubblicare un libro davvero prezioso intitolato “Come la Luna con il mare”. In quelle pagine riesce pienamente a manifestare la propria identità, dimostrando che anche oggi la parola lirica rimane uno strumento vivo, capace di dare voce autentica ai sentimenti e ai pensieri più profondi.

La passione di Daniel Pisani per il bianconero

Ti vediamo spesso in tv come tifoso juventino, che titolo daresti a una canzone dedicata alla Juve?

Ebbene, come spesso accade, siamo inevitabilmente influenzati dal contesto in cui ci muoviamo e di cui parliamo. E proprio adesso, avendo parlato a lungo di Stagioni, non posso fare a meno di riprendere un verso della poesia che mi sembra calzare in modo sorprendente anche alla situazione della Juventus di oggi: “di un’acqua senza storia si fa solo memoria”.
Forse oggi questa frase appare come un titolo che riassume un momento difficile, lontano dai fasti di un tempo glorioso. Ma per noi tifosi resta vivo e forte l’auspicio: che la memoria non rimanga l’unica cosa a cui aggrapparsi, e che presto si possa tornare a scrivere nuove pagine di vittorie e di trionfi.

DiIvan Filannino

Nato a Milano negli anni '80, inizia a scrivere di sport nel 2001 occupandosi di wrestling sul sito degli attuali commentatori della WWE su Netflix. Per un breve periodo ricopre il ruolo di guida su SuperEva da esperto di hockey su ghiaccio. Il lavoro come giornalista prosegue con una lunga collaborazione con Sprint&Sport, settimanale cartaceo dedicato al mondo del calcio giovanile. Nel 2012 diventa caporedattore di Milanolocali.it e due anni dopo fonda Milanoteatri.it, sito che dirige da ormai oltre 10 anni per raccontare il panorama teatrale milanese. Sempre nel 2014 inizia a lavorare per EsteNews e l'anno successivo diventa giornalista pubblicista iscritto all'albo della Lombardia. Dal 2018 cura "Sipario" la rubrica settimanale pubblicata sul noto periodico milanese Mi-Tomorrow. Al giornalismo classico affianca l'attività di ufficio stampa. Per tre anni segue il torneo di tennis "Avvenire" e lavora per un'agenzia di comunicazione seguendo in prima persona l'ufficio stampa di diverse aziende. Alla passione per lo sport e il teatro si aggiungono quelle per la cucina, le serie tv, i videogame e la musica metal.