Si definiscono malattie orfane quelle patologie che non sono ancora state studiate in modo approfondito o per le quali non sia ancora stata individuata e sviluppata un’efficace terapia specifica.
In questo contesto, è sempre più diffusa la convinzione che la comunità scientifica, di cui fanno parte scienziati, medici e ricercatori, possa beneficiare dell’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale nei processi di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci.
Una convinzione fatta propria anche da Isomorphic Laboratories, l’azienda del gruppo che è anche casa madre di Google, Alphabet, che intende servirsi proprio dell’ai per la scoperta di nuove molecole da cui partire per formulare terapie oggi inesistenti, utili dunque a trattare proprio le malattie orfane.
L’obiettivo potrebbe essere a portata di mano per il team di Isomorphic Laboratories, soprattutto se si considera che a capo dell’azienda c’è il premio Nobel per la chimica del 2024 Demis Hassabis, premiato per l’uso dell’intelligenza artificiale nello studio delle proteine.
Già amministratore delegato di DeepMind, l’azienda sviluppatrice di Alpha Fold, la piattaforma in grado di determinare la forma tridimensionale di una proteina basandosi sugli amminoacidi in essa presenti, Hassabis guiderà Isomorphic Laboratories, che rimarrà però separata dalle altre aziende con cui lavora, come riporta il sito The Verge.
Lo scopo dell’attività della start up che combina ai e ricerca farmacologica è di collaborare con realtà del mondo farmaceutico per la ricerca e lo sviluppo di nuove molecole. Non è previsto alcun tipo di commercializzazione in proprio da parte di Isomorphic Laboratories.

