ozono
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Se è noto che l’afa e l’aumento dell’umidità durante le ondate di calore contribuiscono pesantemente sul disagio provato dalle persone in estate, è meno frequente sentir parlare di ozono (O3) . 

Una maggiore concentrazione di (O3) a livello del suolo ha effetti sul benessere e sulla salute spesso sconosciuti alla maggior parte delle persone. 

I diversi tipi di ozono

Prima di entrare nel dettaglio, è doveroso operare una chiara distinzione tra ozono troposferico, superficiale e stratosferico. 

Quest’ultimo è quello ‘benefico’, situato nella stratosfera (circa 15–35 km di quota) forma il cosiddetto “strato”, che assorbe gran parte della radiazione ultravioletta del Sole. 

L’ozono troposferico è situato nella troposfera, lo strato più basso dell’atmosfera terrestre, a diretto contatto con la superficie della Terra. Di questo fa parte quindi anche quello superficiale, che incide sul benessere delle persone quando i livelli aumentano.

Come si forma

L’ozono superficiale (O3) è classificato come inquinante secondario e le sue concentrazioni nell’atmosfera sono condizionate dalla contemporanea presenza di luce solare e precursori chimici, come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. Questi due precursori, i principali coinvolti nella produzione di ozono superficiale, sono il risultato di attività umane, come quelle legate alla logistica e alla produzione industriale. 

I rischi per la salute

Come evidenzia il sito dell’Osservatorio europeo sul clima e la salute, l’esposizione a breve termine all’ozono è collegata “a sintomi respiratori, riduzione della funzionalità polmonare e infiammazione delle vie aeree”, se l’esposizione è invece prolungata può provocare “asma aggravata e una maggiore incidenza di ictus”.

Il sito riporta inoltre quanto affermato dall’Oms – Organizzazione mondiale della sanità nel 2008: “Alti livelli di ozono causano problemi respiratori, scatenano l’asma, riducono la funzione polmonare e causano malattie polmonari”.

I dati del 2019 relativi agli Stati europei evidenziano “12253 ricoveri ospedalieri riconducibili a malattie respiratorie provocate o aggravate dall’esposizione acuta all’O3

L’anno successivo si contano in Europa 24 mila morti premature a causa di un’esposizione acuta all’inquinante secondario e più precisamente oltre i 70 µg /m 3, con i tassi di mortalità più alti registrati in Albania, Montenegro, Grecia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.