I film animati del celebre regista, sceneggiatore e animatore giapponese Hayao Miyazaki sono spesso associati al cinema d’animazione per bambini. Tuttavia, le tematiche da essi affrontate sono molteplici, spesso identitarie e profonde, talvolta anche politiche e – a tratti – ontologiche.
Grazie alla stratificazione dei livelli di lettura, i film dello Studio Ghibli possono essere compresi e goduti in modo diverso a seconda dell’età dello spettatore.
Accanto alle avventure fantastiche, ai personaggi magici e alle atmosfere fiabesche, le opere del regista giapponese affrontano infatti temi come la crescita, l’amicizia, il coraggio, il rapporto con la natura e la ricerca della propria identità.
Ecco alcuni film di Miyazaki che possono essere visti insieme ai bambini, ma che riservano anche agli adulti significati più profondi.
La città incantata
‘La città incantata’, film premio Oscar, è probabilmente l’opera di Miyazaki che meglio si presta a una visione condivisa tra bambini e adulti, proprio per la presenza di diversi piani di lettura.
Per i più piccoli c’è soprattutto la storia di Chihiro, una bambina che si ritrova in un mondo popolato da creature fantastiche e deve trovare il modo di salvare i propri genitori e tornare a casa.
La storia contiene però anche riflessioni più profonde. Gli effetti terribili della cupidigia, rappresentata dai genitori di Chihiro trasformati in maiali e dagli impiegati del centro termale ‘ingoiati’ dal personaggio di No-Face, a sua volta collegato al tema del denaro e dell’avidità.
Per un adulto assume inoltre particolare importanza il tema dell’identità: la privazione del proprio nome diventa anche privazione della propria identità e, quindi, della libertà.
Il castello errante di Howl
Come per ‘La città incantata’, anche ‘Il castello errante di Howl’ presenta una struttura che può essere letta come una fiaba: una giovane protagonista, un personaggio misterioso, una maledizione, creature fantastiche e un ostacolo da superare prima di arrivare alla conclusione della storia.
Per un bambino è soprattutto una grande avventura fantastica, popolata da maghi, spaventapasseri, demoni del fuoco e un castello capace di muoversi.
Per gli adulti, però, emergono temi più complessi. La storia parla di coraggio e viltà, di paura e responsabilità, ma anche dell’importanza di conoscere le proprie radici senza rimanerne prigionieri. Sophie, apparentemente trasformata dalla maledizione, acquisisce infatti una nuova consapevolezza di sé e del proprio valore.
Il film affronta inoltre il tema della guerra e delle sue conseguenze, mostrando come essa possa trasformare le persone e distruggere ciò che le circonda.
Laputa – Castello nel cielo
Anche ‘Laputa – Castello nel cielo’ ha l’impianto narrativo di una classica fiaba d’avventura. Ci sono due giovani protagonisti, un antagonista, pirati che diventano alleati, un misterioso castello volante e un lungo viaggio per raggiungere la meta.
Per i bambini il film è soprattutto una storia di avventura e scoperta, mentre a una lettura adulta emergono il tema dell’integrità e quello del rapporto tra progresso e potere.
Laputa rappresenta infatti una civiltà tecnologicamente avanzata che ha però trasformato il proprio potere in uno strumento di distruzione. La storia invita quindi a riflettere sull’uso che l’uomo fa della tecnologia e sulla responsabilità che deriva dal possedere grandi capacità.
Anche qui è centrale il rapporto con le proprie radici: conoscere il proprio passato è importante, ma non significa dover conservare tutto ciò che appartiene ad esso.
Ponyo sulla scogliera
Ponyo sulla scogliera è probabilmente uno dei film più immediati per i bambini. La storia dell’amicizia tra Ponyo e Sosuke, della trasformazione della pesciolina in bambina e del loro desiderio di stare insieme ha infatti una struttura semplice e fiabesca.
Dietro questa semplicità, però, c’è una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Il mondo marino e quello umano entrano continuamente in contatto e l’equilibrio tra i due viene messo alla prova.
Per i bambini il film può essere letto come una storia sull’amicizia, sulla curiosità e sull’importanza di prendersi cura degli altri. Per gli adulti emerge forte il tema dell’accettazione dell’altro e della necessità di convivere con la natura senza cercare di dominarla.
Il mio vicino Totoro
Il mio vicino Totoro è forse il film più delicato della selezione. Non racconta una grande avventura con un antagonista da sconfiggere, ma segue le sorelle Satsuki e Mei mentre si trasferiscono in campagna e scoprono un mondo popolato da creature misteriose.
Per un bambino è soprattutto una storia di esplorazione, immaginazione e amicizia. Totoro è una presenza rassicurante e il mondo naturale diventa uno spazio nel quale giocare e scoprire.
Per un adulto, invece, il film può assumere un significato più malinconico. Sullo sfondo c’è infatti la preoccupazione per la malattia della madre e il modo diverso in cui le due bambine affrontano l’assenza e la paura.
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Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l’inizio dell’attività professionale in Alanews, service ufficiale dell’agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport – come inviata in Lega Calcio – e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l’agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell’istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.

