Un panqueque, più che una crepe. Perché l’Italia, per sedersi al tavolo imbandito dei Giochi parigini, cerca il dolce attraverso l’approccio argentino. Quello di un santone della pallavolo, mostro sacro al di sotto delle Alpi, ma non solo. Julio Velasco, anni 71, prende in mano la Nazionale femminile per portarla alle Olimpiadi del 2024.
Julio Velasco, il mostro sacro del volley sulla panchina della Nazionale femminile
Lo fa, Julio da La Plata, dopo aver aver vissuto una carriera sotto rete. Ma restando inevitabilmente legato alla generazione di fenomeni che con lui in panchina vinsero tutto. Guarda al presente, Velasco, e più che voltarsi indietro punta avanti: “Vi dico che questa Italia si qualificherà ai Giochi”. Anche perché, “credo che questa sia l’Italia più forte della sua storia”, prosegue Velasco. Che spezza più di una lancia nei confronti di chi l’ha preceduto, quel Mazzanti bistrattato a suo modo oltre misura dopo la gestione non sempre facile di una Nazionale di stelle e nel rapporto con il suo astro principale, Paola Egonu.
Velasco e le aspettative: “Parliamo già di oro olimpico?”
Il riferimento, Velasco neanche lo esplicita. Ma con quell’intelligenza acuta che lo contraddistingue, spiega che “le ragazze non sono tutte uguali e non possono essere trattate tutte allo stesso modo. La cosa che lo rende più chiaro a tutti è il conto in banca”, ancor prima degli impegni di club. La sua Nazionale, invece, si giocherà la qualificazione ai cinque cerchi con la Nations League tra metà maggio e metà giugno, sperando di andare a raggiungere Francia, Serbia, Repubblica Dominicana, Usa, Polonia, Turchia e Brasile, già qualificate. Velasco (4 scudetti consecutivi con Modena negli anni Ottanta, due Mondiali, tre Europei e 5 World League) alle Olimpiadi di Atlanta 1996 aveva centrato l’argento con la maschile. Fare meglio, significherebbe solo una cosa. “Non è ancora iniziata la preparazione e parliamo di oro olimpico?”, ha concluso. Facendo centro anche su quelle che sono le aspettative sul suo conto.

