Chi ci crede combatte, chi ci crede supera ogni ostacolo, chi ci crede vince. Il problema nasce quando ci si crede un po’ di meno. E al Milan, di questi tempi, hanno forse un po’ scordato quel che l’ex presidente Silvio Berlusconi ha declamato a più riprese nella vicina Monza, terra del nuovo miracolo calcistico dell’ex numero uno. Capace di prendere una squadra in C e di portarla a mancare la Conference League solo a 90 minuti dal termine del primo campionato di A.
Le certezze di Milanello e le ultime sconfitte casalinghe del Milan
Quel mantra di Berlusconi a Monza oggi campeggia un po’ ovunque. Dentro spogliatoi e tunnel che conduce al campo, in curva e anche se non soprattutto nella mentalità di un club che per storia nella massima serie è piccolo, ma non rinuncia a pensare in grande. Approccio forse diverso da quel che si percepisce a Milanello, dove l’involuzione di risultati in campionato ha ha minato alla base le solide certezze che costruiva la pubblicità di qualche tempo fa.
Le due sconfitte casalinghe consecutive con Juve e Udinese non possono essere sbrigativamente ricondotte all’intolleranza cromatica del bianconero, perché il 5-1 patito nel derby le sue cicatrici le ha lasciate e anche profonde. Certo, il Milan che dopo quel tracollo aveva riconquistato la vetta aveva anche fatto sì che da quella ferita potesse sembrarne uscito fortificato. Ma ciò che poi ha finito per andare meno bene ha fatto riemergere dolori che ci si illudeva potessero essere stati, nel frattempo, dimenticati. La presenza di Ibrahimovic a Milanello l’indomani del ko nel derby e il continuo romanzare sul suo possibile, auspicabile, santificabile ritorno in rossonero hanno avuto l’effetto contrario di sminuire il peso di Pioli. Che da inizio mese in avanti non è più “on fire” neanche per la curva, vista la decisione formalmente decisa dal club in accordo con il mister era stata quella di andare oltre e cercare nuovi stimoli. Ma che un’aria nuova avesse cominciato a soffiare è stato evidente anche per via di quei risultati da bicchiere mezzo vuoto in Champions, prima del sorso di fiducia dato dalla vittoria sul Psg.
Milan con la Fiorentina per invertire la rotta in campionato
Ora arrivano gli infortuni, in attacco e in difesa innanzitutto, a dire che il Milan affronta la Fiorentina (sabato 25 novembre alle 20.45) con un margine di risultati possibili più esiguo di quel che sarebbe stato in altre circostanze. Una terza sconfitta casalinga di fila potrebbe mettere tutto in discussione anche a livello formale, come forse ha già cominciato a insinuarsi con la pervicacia di una muffa. Il Milan deve dimostrare di credere fino in fondo a se stesso e al proprio mister. Ma, forse, il problema per qualcuno sta proprio lì.

