“Vincere i tre grandi giri nello stesso anno? Chissà, magari è una possibilità per il futuro. Quest’anno mi concentrerò sul Tour de France, poi punterò sul Mondiale di Zurigo”. Tadej Pocagar, vincitore e dominatore del Giro d’Italia, non ha ancora smaltito l’acido lattico per una Corsa rosa dominata in lungo e in largo che è già tempo di spostare l’attenzione sulle corse del futuro prossimo.
Tadej Pogacar domina il Giro d’Italia
Lo stesso sloveno lo spiega interpellato da Antonio Tiberi, maglia bianca del Giro, durante un evento che ha fatto seguito al passaggio finale romano di Pogacar, di rosa vestito. Il successo di Pogacar nell’edizione 107 del Giro d’Italia impreziosisce una bacheca in cui già sono adagiati i trofei per i successi del Tour 2020 e 2021, m anche sei classiche monumento come Fiandre, due Liegi-Bastogne-Liegi e tre giri di Lombardia. “Vincere il Giro, e qualsiasi gara di ciclismo, è molto importante, ma farlo qui in Italia in questo modo è davvero incredibile. Porterò con me per sempre grandi ricordi del Giro e di questa giornata a Roma”, ha poi spiegato appena sceso di sella lo sloveno. “La maglia rosa è davvero speciale, e vestirla per 20 giorni è stata un’esperienza unica. I sogni si realizzano, sono super felice. Questo era il primo vero obiettivo della stagione, l’ho centrato, ma ora non voglio che finiscano”, ha spiegato.
Le 6 vittorie al Giro di Pogacar: eguagliato il record di Merckx
Per Pogacar, 6 le vittorie di tappa (eguagliando Eddy Merckx) e 20 giorni in rosa: “Quando riuscirò a rilassarmi inizierò a capire questa impresa. Intanto mi prendo qualche giorno di riposo, poi ci sarà la seconda parte di stagione con l’obiettivo più importante”. prosegue lo sloveno. Da Under 26 nessuno era mai stato in grado di raggiungere 5 podi finali tra Giro e Tour. Dopo il successo dell’anno precedente, con Roglic primo sul podio, la Slovenia si prende la seconda vittoria consecutiva. “È fantastico per la Slovenia avere due vittorie consecutive al Giro. E’ stato bello venire qui, c’erano tanti bambini e tante bandiere sloveno lungo tutto il percorso, il ciclismo deve essere anche un gioco”.

