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Per alzare una coppa, innanzitutto. Poi tante altre motivazioni, differenti a seconda che se la si guardi dalla sponda atalantina o juventina. La finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juve è questo, ma anche molto altro. A partire dal riscatto che la Dea cerca rispetto ai precedenti stessi nella competizione: 6 le finali conquistate negli anni, solo una volta il trofeo ha poi preso la strada di Bergamo.

Coppa Italia, finale Atalanta-Juventus: le parole di Gasperini

In casa Atalanta, l’occasione è quella di rendere indimenticabile una stagione: “Ho sempre pensato che la Coppa Italia fosse l’unico trofeo possibile per l’Atalanta in quanto Champions e scudetto erano troppo distanti”, sono state alla vigilia le parole del tecnico. “Noi siamo alla terza finale in cinque anni. Certamente le altre non sono andate bene, ma noi siamo testardi. E abbiamo tutta l’intenzione di vincere la finale. Se avremo lo stesso spirito che abbiamo messo in campo contro la Roma”, dice l’allenatore riferendosi al recente successo in campionato, “avremo più chance”.

Gasperini dovrà fare a meno dello squalificato Scamacca e questo lo costringerà a rimodulare tatticamente la propria squadra. Un elemento che rappresenta una variabile di non poco conto nell’economia del match. Di certo c’è che dopo aver battuto il Liverpool in Europa League e il Milan in Coppa Italia, si è virato decisamente verso una convinzione nei propri mezzi che ha portato l’Atalanta a giocarsi una doppia finale. Il 22 maggio, infatti, sarà sfida al Bayer Leverkusen per la finale della seconda competizione europea.

Coppa Italia, finale Atalanta-Juventus: le parole di Allegri

D’altra parte, però, c’è una Juventus che ha la chance di raddrizzare una stagione al di sotto delle aspettative. Certo, la qualificazione alla prossima Champions è cosa fatta, ma in un’annata contraddistinta dall’assenza di impegni europei, per la squadra di Allegri le aspettative in campionato erano altre. “Dobbiamo avere la convinzione di poter portare a casa il trofeo: metteremo in campo tutto quello che abbiamo per vincere questa coppa”, sono state le parole di Allegri alla vigilia. Consapevole che in caso di vittoria potrebbe essere il primo allenatore della storia a vincere 5 volte la competizione, più di quanto sono riusciti a fare Eriksson e Mancini, a quota 4.