caso rocchi
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Il caso Gianluca Rocchi, che vede il designatore degli arbitri di A e B – oggi autosospeso – accusato dalla Procura di Milano di concorso in frode sportiva in relazione ad alcuni episodi nella stagione 2024/2025, è l’ulteriore spallata alla Federazione italiana giuoco calcio. La vicenda Rocchi era, in parte, già passata al vaglio della giustizia sportiva, che l’aveva archiviata. In quel procedimento però, l’esposto riguardava un unico caso, quello di Udinese-Parma. Oggi, le indagini della Procura milanese riguarderebbero anche altre occasioni: nell’accusa si parla infatti anche dell’ipotesi che Rocchi abbia “scelto direttori di gara graditi all’Inter”. 

Le difficoltà del calcio italiano

Dopo le dimissioni del presidente Gabriele Gravina, avvenute in seguito alle polemiche scaturite dall’esclusione degli azzurri, per la terza volta consecutiva, dai Mondiali di Calcio 2026, l’inchiesta sulle designazioni arbitrali non fa che alimentare le polemiche sulla gestione della Figc. 

Una situazione che ha portato ad intervenire, con una nota, anche la politica, con la Lega che ha messo sul tavolo l’ipotesi della necessità di commissariare la Federcalcio: “Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore – fanno sapere i portavoce del partito del vice premier Matteo Salvini – è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove”. 

Ma quello del Carroccio non è il solo intervento politico sulla vicenda calcistica, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha infatti affermato: “L’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”.

Ma cosa accadrebbe in caso di queste ‘conseguenze’? 

Figc: cosa accadrebbe se venisse commissariata

In caso di commissariamento della Figc, decadrebbero gli attuali organi federali e la gestione sarebbe affidata a un commissario straordinario di nomina Coni che, con pieni poteri, dovrebbe gestire tale fase eccezionale con lo scopo di ristabilire tanto ordine amministrativo quanto la credibilità istituzionale.

Tra i compiti del commissario anche la riorganizzazione interna federale e la revisione dei meccanismi di governance e disciplinari, nel caso di evidenze concrete sulle criticità ora al vaglio degli inquirenti della Procura. L’obiettivo resterebbe comunque quello di arrivare, in un arco temporale limitato, a nuove elezioni federali e a una dirigenza rinnovata.

I rischi del commissariamento

Un eventuale commissariamento non sarebbe privo di rischi. Un commissariamento che fosse percepito da Fifa e Uefa come una ‘interferenza’ politica potrebbe portare a ripercussioni, o addirittura a sanzioni, nei confronti dei club del campionato italiano e della Nazionale. Le norme della Fifa e della Uefa vietano infatti interferenze politiche dirette, al fine di proteggere l’autonomia delle federazioni nazionali. Inoltre, l’Italia rischierebbe di perdere l’assegnazione di Euro 2032.

Se si decidesse per la strada paventata dalla Lega, dunque, occorrerebbe seguire alla lettera procedure sportive precise, con un ruolo importante affidato al Coni e tenendo lontane le forzature istituzionali. 

Il precedente del 2018

Se si dovesse verificare, quello del 2026 non sarebbe il primo commissariamento della Federcalcio. Nel 2018, dopo l’esclusione dai Mondiali della Nazionale azzurra e le dimissioni dell’allora presidente Carlo Tavecchio, la FIGC venne affidata a un commissario straordinario fino all’elezione, nello stesso anno, di Gabriele Gravina.

Un precedente recente che dimostra come il commissariamento sia uno strumento già utilizzato nelle fasi di crisi più profonde del calcio italiano. Resta ora da capire se il quadro attuale, tra risultati sportivi deludenti e sviluppi giudiziari, sarà ritenuto tale da giustificare un nuovo intervento straordinario.