Anche quest’anno il Carnevale si conferma un appuntamento centrale per l’economia italiana, con un valore complessivo che supera 1,5 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalla nota ufficiale diffusa da Cna, condotta tra le imprese associate alla confederazione coinvolte direttamente e indirettamente nelle attività carnevalesche.
Carnevale 2026: i numeri Cna tra giovedì e martedì grasso
Tra giovedì e martedì grasso, rispettivamente il 12 e il 17 febbraio 2026, secondo Cna: “sono attesi quasi 2 milioni di visitatori, con un giro d’affari che supera i 500 milioni di euro tra pernottamenti e indotto grazie alla crescente presenza di turisti stranieri che rappresenta oltre la metà degli arrivi in molte località”.
Carnevale 2026: Venezia è la meta favorita
Italiani e non hanno una città preferita da raggiungere per festeggiare il Carnevale: Venezia. Dai dati emersi dall’indagine Cna, infatti: “Con un movimento economico stimato di oltre 200 milioni di euro, Venezia rimane la meta principale del periodo carnevalesco. A seguire Viareggio che “vale” circa 80 milioni di euro. Numeri significativi anche per le altre località simbolo del Carnevale a partire da Ivrea e Fano, poi Putignano, Cento Acireale, Sciacca, Sappada e Mamoiada”.
Carnevale 2026: il giro d’affari dei dolci tipici
Il report prosegue, inoltre, scattando una fotografia del volume d’affari portato dai dolci tipici del Carnevale: “con un costante aumento negli ultimi anni e in vendita già dalla metà di gennaio. Le chiacchiere, nelle varie denominazioni, sono ormai il dolce della tradizione nazionale del Carnevale, come il panettone e il pandoro a Natale e la colomba per la Pasqua. Chiacchiere in Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia, frappe nel Lazio, cenci in Toscana, bugie in Liguria, ciarline in Emilia, fiocchetti in Romagna, crostoli in Friuli-Venezia Giulia”, si legge.
Carnevale 2026: il valore delle maschere
Non finisce qui, perché nel business carnevalesco protagoniste, oltre ai dolci, sono anche le maschere: “dai classici Arlecchino, Pulcinella e Colombina ai costumi dei personaggi dei cartoni animati più amati dai circa 8 milioni di bambini delle scuole dell’infanzia ed elementari, i travestimenti movimentano un mercato che vale complessivamente circa 180 milioni di euro”, sottolinea il report Cna.

