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Sono stati 5 milioni 253mila gli spettatori che hanno acceso il tv e si sono sintonizzati, nella serata di martedì 7 novembre, su Canale 5. Là dove trasmetteva la partita di Champions League tra Milan e Psg, appuntamento che ha conquistato il 24.99% di share.

Le attese della vigilia, l’andamento del match tra Milan e Psg

Numeri correlati a quel che è stato lo spettacolo in campo, anche più alto delle aspettative pre gara. In fondo, si opponevano una squadra in crisi in campionato (reduce dalla seconda sconfitta casalinga consecutiva, per mano dell’Udinese) e la formazione stellare del giocatore più forte al mondo, Mbappé. Una partita annunciata da “dentro o fuori” non solo per la squadra, inserita in un girone di ferro, ma anche in un certo senso per l’allenatore Stefano Pioli.

Milan-Psg in Champions, le parole di Pioli dopo quelle di Luis Enrique

Gli scontri tra tifosi, alla vigilia, non avevano affatto contribuito a creare aspettative serene per lo spettacolo in senso puro. Pepato dal ritorno del rinnegato Donnarimma – accolto dal Meazza al pari di Lukaku, nell’ultimo Inter-Roma – e dagli ex nerazzurri Skriniar e Hakimi. Di più, anche l’attacco rossonero aveva da dare risposte, dopo i giorni in cui tanto s’è parlato del rimpianto di aver fatto partire in direzione Monza il giovane Colombo, per rimpiazzarlo con Okafor, Jovic e Chukwueze. Ancora lontani dall’essere una garanzia. La stessa che invece continua a leggersi con il nome di Giroud, decisivo nel 2-1 finale del Milan, dopo la rovesciata del miglior Leao che al Milan si ricordino e al gol iniziale proprio di Skriniar.

Pioli dopo Milan-Psg, “sono orgoglioso della mia squadra”

“Abbiamo fatto vedere a tutti cosa siamo e non ci sono parole. Sono orgoglioso della mia squadra, abbiamo fatto un lavoro incredibile, sono contentissimo”, ha spiegato proprio Pioli davanti alle telecamere di Canale 5, al triplice fischio. “Questa partita sapevo che poteva cambiare tutto. Adesso cerchiamo di andare avanti, questo risultato ci ha dato fiducia. Le critiche mi spingono, continuate a parlare, io parlo in campo e faccio il mio lavoro”.

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