Dopo i recenti episodi in Francia e Spagna, dove il fenomeno si è presentato per la prima volta, si è cominciato a parlare anche in Europa del pirocumulonembo.
Ecco come mai questo termine suscita preoccupazioni e timore nei metereologi europei.
Cos’è un pirocumulonembo
La comunità scientifica lo chiama cumulonimbus flammagenitus, così è infatti riconosciuto ufficialmente dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), ma il pirocumulonembo è noto anche con il nome di pyroCb. Fa parte della categoria delle nubi flammagenitus, ossia “generate dal fuoco”, delle quali rappresenta l’espressione più estrema.
Come nasce
La creazione di un pirocumulonembo è un’evenienza tanto rara quanto pericolosa. Esso consiste in una nube generata dalle masse d’aria riscaldate da un incendio che, più leggere, salgono verso l’alto in quello che viene definito ‘pennacchio convettivo’. Queste masse d’aria incamerano al loro interno inquinanti, il vapore acqueo creato dalla combustione della vegetazione e fumo. Salendo verso l’alta troposfera la temperatura si abbassa e, con la condensazione del vapore, la nube scatena temporali, produce fulmini, che a loro volta possono innescare ulteriori fiamme anche a distanza di diversi chilometri, e venti fortissimi ricchi di inquinanti.
Perché è pericoloso un pirocumulonembo
Il cumulonimbus flammagenitus è il modo in cui gli incendi si autoalimentano e si espandono con una forza tale da essere particolarmente difficili da domare.
La diffusione del fenomeno
Se i vigili del fuoco europei raramente, e in alcuni Paesi mai, si sono trovati a dover fronteggiare queste ‘tempeste incendiarie’, per quelli statunitensi e canadesi il pirocumulonembo rappresenta una conoscenza di vecchia data.
Perché ha raggiunto Francia e Spagna
L’arrivo in Spagna e Francia del fenomeno potrebbe essere legato al cambiamento climatico: con l’aumento delle temperature globali, cresce anche la probabilità che si verifichino questi episodi pericolosi.

