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La pietra di paragone è innanzitutto la finale persa lo scorso anno contro il West Ham: questo il punto di partenza per Vincenzo Italiano e la Fiorentina tutta, nel giocarsi nella finale di mercoledì 29 la finale di Conference League, all’Agia Sofia di Atene contro l’Olympiakos. Vincere per esorcizzare il passato, vincere per scrivere un capitolo nuovo, vincere per rendere omaggio al compianto direttore generale Joe Barone.

Finale di Conference League, Fiorentina contro Olympiakos: le parole di Italiano

Ci sono tante implicazioni che accompagnano la Fiorentina alla finale di Conference. E allo striscione d’arrivo, verosimilmente, dell’esperienza di Vincenzo Italiano sulla panchina della Viola. Certo, ci sarà da completare il campionato proprio con il recupero della partita con l’Atalanta, che riporta proprio alla tragedia di Barone. Ma sarà ininfluente per il campionato, quanto per le sorti dell’allenatore.

Tutte le motivazioni della Fiorentina per la finale di Conference

Sulla carta, la Fiorentina parte con un vantaggio tecnico rispetto all’Olympiakos, che ha però dalla sua il fattore campo, visto che a livello ambientale è facile intuire come siano proprio i greci a partire in vantaggio, nonostante lo stadio sia quello dei certo non amati cugini dell’Aek Atene. Di fronte, Italiano (da tre anni sotto la Fiesole) si troverà di fronte Mendilibar, che l’Olympiakos lo guida solamente da tre mesi.