Venticinque profili Instagram di guru e guaritori generati dall’Ai dotati di spunta blu Meta Verified e un sistema di vendita di rimedi su Amazon da cui i suddetti account guadagnano commissioni. E’ il caso che ha acceso il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale per costruire identità digitali apparentemente autorevoli utili ad alimentare un mercato di prodotti di dubbia utilità, nel migliore dei casi.
La vicenda è stata riportata in Italia da Open, che ha rilanciato l’indagine pubblicata a luglio 2026 da Maldita.es, fondazione indipendente spagnola specializzata in fact checking.
Un fenomeno che non riguarda solo la salute
L’agenzia di marketing digitale del Regno Unito Hallam – come riporta Focus sul suo sito – ha analizzato oltre mille contenuti presenti su TikTok inerenti alle tematiche di salute, finanza, educazione, carriera e informazione pubblica ed ha evidenziato che 1 su 5, il 20%, è prodotto interamente o in parte dall’Ai. Questa già drammatica percentuale raddoppia proprio quando si parla di salute: il 40% dei contenuti esaminati è frutto di Ai.
Il business dei falsi guaritori frutto dell’Ai
A rendere la questione degna di nota non è solo la constatazione di come il concetto di autenticità nell’era dell’Ai, e del digitale in genere, sia in crisi ma anche la semplicità con cui sembrano poter essere aggirati i meccanismi di controllo delle piattaforme su identità e attività commerciali.
Lo scopo di quei profili non è infatti solo quello di indurre gli utenti in errore, facendo pensare loro di ricevere consigli di veri esperti di salute o da guaritori e guru esistenti, ma di guadagnare da questo meccanismo tramite le commissioni generate dagli acquisti dei prodotti che sponsorizzano.
I guadagni di Meta e Amazon
Maldita.es sottolinea che questo schema genera ricavi per entrambe le big tech. Il guadagno di Meta dipende dall’abbonamento che questi account sottoscrivono a Meta verified, il sistema che permette di avere la famosa ‘spunta blu’ semplicemente pagando. I ricavi di Amazon sono invece generati dalle vendite generate tramite i link di affiliazione promossi sui profili dei finti guru. Il colosso dell’e-commerce paga poi le commissioni una volta che l’acquisto è stato completato. In merito al fenomeno, che viola la regolamentazione di entrambe le piattaforme, le aziende si sono così espresse:
Meta ha spiegato che l’identificazione di contenuti generati con l’Ai è affidata ad etichette automatizzate. In seguito alla segnalazione di contenuti multimediali sintetici la piattaforma può rimuovere il contenuto o chiudere gli account coinvolti. Instagram ha infatti chiuso alcuni dei profili individuati dall’analisi di Maldita.es.
Allo stesso modo, Amazon ha provveduto a rimuovere i prodotti collegati agli account segnalati per questo schema di falsi medici e falsi rimedi.
I numeri dei 25 profili con ‘spunta blu’ analizzati da Maldita.es
I 25 profili con finti guru e guaritori, contrassegnati da spunta blu nonostante i loro volti siano appunto frutto di Ai, raggiungono complessivamente oltre cinque milioni di iscritti e 389 milioni di visualizzazioni.
Tra i profili quello, ora chiuso, della guaritrice siberiana Baba Matryona, che offriva rimedi contro la pressione alta a base di integratori per l’idratazione, acquistabili nello storefront Amazon a cui rimandava il profilo. Il prodotto, sulla pagina dedicata, è descritto come “non destinato a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia”.
Le pagine di questi account di ‘fake guaritori’ si presentano tutti pressoché uguali: una foto profilo generata dall’Ai, una ‘bio’ che descrive il personaggio come esperto di salute, guaritore o medico olistico, la promessa di rimedi naturali, alternativi o esclusivi da acquistare cliccando il link presente nella descrizione, collegato a codici univoci che permettono agli account di guadagnare commissioni per ogni vendita andata a buon fine.

