⏱️ 3 ' di lettura

Dal 2011 al 2023, solo una volta (nel 2017) ha mancato l’appuntamento con gli Slam. Nell’ultimo anno ne ha vinti tre su quattro, solo a Wimbledon non è riuscito a vincere grazie a un magico Alcaraz. Dei 24 Major, la metà sono arrivati dopo che aveva compiuto 30 anni. Oggi ne ha 36, ma Novak Djokovic resta numero 1 del mondo e una sorta di extraterrestre, se parliamo di fisico e motivazioni. Sarà ancora un alieno e così inarrivabile nel 2024?

Tennis, Sinner e Alcaraz per il trono di re Djokovic

Il trend di fine 2023 ha dato un piccolo margine di vantaggio al giocatore italiano. Il quale, tuttavia, deve ancora prendersi un titolo Slam, quando il rivale (due anni in meno) se n’è già messi in bacheca due: Wimbledon e lo Us Open. Insomma, la rivalità del futuro è già scritta ed è anche quella di un presente brillante per entrambi. Certo, tra loro ci sono Djokovic, Medvedev e tutti gli altri big, dunque non sarà un affare a due. Sono grandissimi amici anche fuori dal campo, Sinner e Alcaraz, e hanno fatto anche insieme una parte della preparazione per la stagione a venire. C’è anche da ricordare che i due millennials sono stati protagonisti di uno dei punti, se non il più bello, del 2023 quando si scontrarono nel Master 1000 di Miami. Quindi un 2024 ricco di altre sfide tra i due, si augurano gli appassionati, perché con loro non ci si annoia mai.

Gli altri italiani del tennis: il 2024 di Berrettini, Arnaldi e Musetti

C’è una pattuglia di azzurri che attende il 2024 come momento di riscatto o di conferma. Partiamo dal riscatto. Lo cerca un Matteo Berrettini rinvigorito dalla Davis, vista dalla tribuna come supporto morale. Anche Lorenzo Musetti, per quanto sia 27 Atp, può vedere il nuovo anno come un’occasione di ripartenza, dopo un 2023 segnato da distrazioni e problemi di varia natura. Chi cerca conferme è Matteo Arnaldi, sbocciato negli ultimi 12 mesi forse persino oltre le sue stesse attese. Cerca anche di ritornare al suo best ranking Lorenzo Sonego, che per il suo 2024 ha alte pretese.

Il tennis in rosa e il gran ritorno di Naomi Osaka

Prima di tutto, Naomi Osaka. “Nella mia prima carriera – ha spiegato – ho giocato per me stessa. In questa seconda giocherò anche per Shai, la figlia, e cercherò di comprendere meglio il tennis”. Ex numero 1, possibile dominatrice e poi naufragata fra mille incertezze, la giapponese non gioca dal settembre
2022, ma sarà tra le osservate speciali dell’anno in arrivo. Insieme a lei, occhi puntati su Emma Raducanu e Angelique Kerber, di ritorno nel circuito.

Le altre protagoniste del tennis: Swiatek o Sabalenka

Il duello al vertice è lanciato, anche se ci sono chance per chi insegue (soprattutto per Coco Gauff?) di recuperare terreno. Al momento, tuttavia, Iga Swiatek e Aryna Sabalenka sembrano un gradino o due sopra tutte. Con la superficie che potrà fare una certa differenza in favore dell’una o dell’altra. Nel 2023 la polacca ha portato in bacheca il suo secondo slam, dopo la vittoria dello US Open nel 2022 , il Roland Garros. Per la “tigre bielorussa” invece forse il suo anno migliore, con la vittoria del suo primo Major all’Australian Open, la finale allo US Open poi persa e il raggiungimento del primo posto del Wta.
Marco Micheletti