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C’è qualcuno che dagli spalti dello U-Power Stadium di Monza, domenica 8 ottobre, è arrivato a definirla “la peggior Salernitana degli ultimi 10 anni”. Il minuto 45 è scoccato da non molto e sulle gradinate dello stadio brianzolo, gli inviati al seguito della squadra campana stentano ad accettare che il livello sia giunto sin lì.

La Salernitana sconfitta al di là del 3-0 rifilatole dal Monza

Quello che avevano appena finito di offrire gli uomini di Paulo Sousa era stato un primo tempo da incubo, ben oltre il 2-0 del parziale di gara. I gol al novantesimo sarebbero poi stati 3, ma per quanto visto sul campo, all’intervallo il punteggio ha persino premiato i granata. Non è un caso che gli oltre 2500 tifosi salernitani presenti a Monza non le hanno mandate a dire, intimando i giocatori innanzitutto di onorare la maglia. Sul campo, in effetti, qualcosa i è poi visto. Complice un assetto difensivo ridisegnato, una linea meno alta e una vicinanza maggiore proprio tra chi stazionava oltre Ochoa e il centrocampo. Ma anche grazie ai cambi (Stewart su tutti) che hanno ridato ambizione e fame a una Salernitana arrivata anche a impensierirlo, il Monza. Che nel frattempo aveva alzato il piede dall’acceleratore, convinto di poter amministrare gioco e risultato.

La contestazione dei tifosi della Salernitana, Sousa: “Hanno ragione”

Dopo l’ora e mezza di gioco, la curva della Salernitana ha chiamato a rapporto i giocatori. In realtà rimasti distanti dalle grate che delimitavano l’area riservata alla curva nord. Alcuni tra i presenti, addirittura, hanno abbandonato anzitempo gli spalti, cercando di guadagnare un’uscita che – come da regolamento – era comunque interdetta alle uscite. “I tifosi hanno ragione a essere delusi e hanno il diritto di dimostrare il loro malcontento”, sono poi state le parole di Sousa nel dopogara. “Il rammarico è anche il nostro”, ha spiegato il portoghese. Perché un gioco così, al di là di una classifica fatta di 5 ko e 3 pareggi dopo 8 turni, è delicata a dir poco.

In tribuna a Monza era presente anche Morgan De Santis, direttore sportivo della Salernitana. Uno che tutto farebbe fuorché difendere a priori Sousa, i cui rapporti con lo spogliatoio sembrano essersi incrinati anche dopo la multa comminata a Dia, l’ex oggetto del desiderio della Premier. Sta di fatto che l’ex centrocampista di Juventus e Inter difficilmente resterà ancora a lungo dalle parti di Salerno. La sosta per le Nazionali potrebbe indurre la società a cambiare, scegliendo uno tra Pippo Inzaghi (già avvistato a Salerno nei giorni scorsi), ma anche Semplici o Giampaolo, per non dire di Stramaccioni.