Immagine grafica del continente americano nei toni del verde e blu | Pixabay
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Dal caldo afoso di Miami a quello umido di Monterrey, fino alle temperature più fresche del Canada: i Mondiali di calcio 2026, in programma tra giugno e luglio, si giocheranno in condizioni climatiche estremamente diverse. Per la prima volta nella storia, il torneo sarà distribuito su tre Paesi – Stati Uniti, Messico e Canada – con scenari meteorologici che potrebbero incidere in modo significativo sul rendimento atletico e sull’organizzazione.

Le città che ospiteranno i Mondiali di calcio 2026

  • Atlanta: Mercedes-Benz Stadium (75 Mila Posti)
  • Boston: Gillette Stadium (65 Mila Posti)
  • Dallas: At&T Stadium (94 Mila Posti)
  • Guadalajara (Messico): Estadio Akron (48 Mila Posti)
  • Houston: Nrg Stadium (72 Mila Posti)
  • Kansas City: Arrowhead Stadium (73 Mila Posti)
  • Los Angeles: Sofi Stadium (70 Mila Posti)
  • Città Del Messico: Estadio Azteca (83 Mila Posti) (Prima Partita)
  • Miami: Hard Rock Stadium (67 Mila Posti)
  • Monterrey (Messico): Estadio Bbva (53 Mila E 500 Posti)
  • New York/New Jersey: Metlife Stadium (82 Mila E 500 Posti) (Finale)
  • Philadelphia: Lincoln Financial Field (69 Mila Posti)
  • San Francisco/Bay Area: Levi’s Stadium (71 Mila Posti)
  • Seattle: Lumen Field (69 Mila Posti)
  • Toronto (Canada): Bmo Field (45 Mila Posti)
  • Vancouver (Canada): Bc Place (54 Mila Posti)

Tre Paesi, tre scenari climatici: parola ad Andrea Giuliacci

Per comprendere quali condizioni potrebbero incidere maggiormente sul torneo, abbiamo intervistato il meteorologo, divulgatore scientifico e professore di Fisica dell’Atmosfera all’università degli studi Milano-Bicocca Andrea Giuliacci.

Professor Giuliacci, i Mondiali di calcio 2026 ricalcano, dal punto di vista logistico, il modello delle Olimpiadi di Milano-Cortina, con location diffuse in più territori. Stavolta però non si tratta di tre Regioni ma addirittura di 3 Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico. Che clima e che temperature aspettarsi nei tre diversi Paesi nel periodo in cui si disputeranno i match, ovvero giugno e luglio?

Come primo elemento dobbiamo considerare che si tratta di tre Stati che attraversano quasi l’intero continente americano, dal Canada, agli Stati Uniti, al Messico. Si passa quindi da climi che, durante l’estate boreale, sono decisamente caldi ad altri che sono invece relativamente più freschi. Nel periodo in cui si svolgono i Mondiali di Calcio 2026, “ovvero tra giugno e luglio, possiamo aspettarci un caldo meno intenso in città come Toronto e Vancouver, ma anche a Seattle le temperature noi le definiremmo relativamente fresche, perché raramente toccano i 30 gradi. Quello estivo è di certo un periodo più asciutto rispetto ad altri durante l’anno, però non mancano le giornate piovose. Toronto, Vancouver e Seattle saranno le località con un clima che potremmo definire decisamente fresco, anche rispetto a come siamo abituati qui in Italia a giugno e luglio.

Le squadre del Mondiale potrebbero trovarsi molto bene a giocare anche a San Francisco, “una città che anche in estate vive un clima costantemente ventilato, dove il caldo quindi si soffre davvero poco. Qui, persino, non si può escludere che nelle ore mattutine ci sia un po’ di nebbia persino durante la stagione estiva. Un clima che noi italiani definiremo più primaverile autunnale che anche estivo” spiega il professore dell’università Bicocca.“Ci sono invece altre città in cui si rischia un caldo davvero intenso” precisa l’esperto – Pensiamo a Houston, Dallas, Kansas City, Monterrey, Guadalajara, Città del Messico, tutte città che tra giugno e luglio possono vivere dei periodi decisamente caldi, con picchi che facilmente vanno oltre i 30 gradi e, soprattutto, una grande afa. Quindi un caldo umido decisamente fastidioso”.

“Vedremo dunque un bel campionario di climi durante i mondiali. Mentre le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 erano in tre regioni con condizioni meteo simili, perché erano località ravvicinate, nel caso dei Mondiali di Calcio 2026 si va dalle alte alle basse latitudine, quindi cambia notevolmente il clima così come potrebbero cambiare notevolmente le condizioni meteo. Sarà davvero interessante”.

Quanto possono incidere queste differenze di umidità e temperatura sul rendimento delle squadre e quale location potrebbe essere la più favorevole ad una migliore performance sportiva e quale invece essere quella più ostica? 

“Si gioca molto meglio a calcio quando fa fresco, si fa meno fatica, quindi le città maggiormente impegnative, cioè quelle in cui il caldo rischia di essere davvero intenso, sono le già citate Dallas, Kansas City e Houston negli Usa e Monterrey in Messico. San Francisco, ma anche Los Angeles, un po’ più calda, ma frequentemente ventilata e poco interessata da precipitazioni nel periodo estivo”. 

Meglio “San Francisco e Los Angeles, anche se quest’ultima è un po’ più calda. Toronto, Seattle e Vancouver sono più fresche, ma si potrebbe correre il rischio di “abituarsi troppo” e faticare di più quando, pochi giorni dopo, si deve giocare in località con temperature maggiori anche di 10-15 gradi. Il rischio maggiore infatti è proprio quello di non riuscire ad adattarsi in tempi brevi alle differenti condizioni meteorologiche. Quindi forse, dal punto di vista del clima, sarebbe auspicabile trovarsi in città che offrano una via di mezzo, non il piacevole fresco ma neanche l’insopportabile caldo. Città come Boston e Philadelphia sono solitamente una via di mezzo” e potrebbero quindi essere la risposta a questa necessità.

“Attenzione però, dico solitamente perché sappiamo bene che il tempo, talvolta, può scostarsi dal clima: anche un clima fresco può regalarci ogni tanto giornate estremamente calde, così come un clima generalmente caldo può regalarci di tanto in tanto delle giornate fresche”.

Crede che il cambiamento climatico stia rendendo eventi come i Mondiali sempre più esposti a condizioni estreme?

“L’espressione principale del cambiamento climatico è l’estremizzazione degli eventi, che siano le ondate di caldo, le piogge più intense e violente o periodi di siccità che diventano più severi e prolungati. Tutti gli eventi meteorologici e climatici si stanno estremizzando in modo chiaro e, quando questi fenomeni si verificano, rendono più difficili tutte le attività umane, da quelle economiche a quelle sportive, ludiche e di spettacolo, come appunto un mondiale di calcio” racconta Giuliacci, “Proviamo a immaginarci un temporale che scoppia all’improvviso durante una partita: se è un temporale normale, è un fastidio per chi gioca, ma rimane qualcosa di limitato, se invece si tratta di un temporale particolarmente intenso, può portare anche alla temporanea sospensione del match” o al suo rinvio in casi estremi. “Lo stesso vale per le ondate di caldo: se rimangono entro certi limiti, non mettono a rischio le persone e non preclude la possibilità di giocare la partita, se diventa troppo intenso è veramente impegnativo per chi gioca, ma anche per chi assiste sugli spalti. Il cambiamento climatico, in sostanza, rende tutto più complicato, per questo bisogna prestare grande attenzione a quelle che possono essere le misure per limitare le sue conseguenze”. 

FAQ Mondiali 2026: Guida al Clima e alle Temperature con Andrea Giuliacci

Quali saranno le città più calde e umide dei Mondiali 2026?

Le città che presenteranno le condizioni climatiche più impegnative sono situate nel sud degli Stati Uniti e in Messico. In particolare, Houston, Dallas, Kansas City, Monterrey e Guadalajara sono soggette a un caldo intenso tra giugno e luglio, con temperature che superano spesso i 30°C accompagnate da un’afa persistente che rende il clima molto umido.

In quali stadi si troveranno le temperature più fresche durante il torneo?

Le sedi con il clima più gradevole per il rendimento atletico sono quelle settentrionali e costiere. Toronto, Vancouver e Seattle offriranno temperature relativamente fresche (raramente sopra i 30°C), mentre San Francisco beneficerà di un clima ventilato e quasi primaverile, con possibili nebbie mattutine anche in piena estate.

In che modo il clima può influenzare le prestazioni delle squadre?

Il rischio principale per le nazionali non è solo il caldo estremo, ma la difficoltà di adattamento. Passare in pochi giorni da una sede fresca come Vancouver a una torrida come Monterrey significa affrontare sbalzi termici di 10-15°C. Secondo il meteorologo Andrea Giuliacci, le città “intermedie” come Boston e Philadelphia potrebbero offrire il miglior equilibrio per la continuità delle prestazioni.

Dove si giocheranno la partita inaugurale e la finale dei Mondiali 2026?

Il torneo toccherà tre nazioni, con eventi chiave distribuiti strategicamente:
Partita Inaugurale: Si terrà allo storico Estadio Azteca di Città del Messico.
Finale: Sarà disputata al MetLife Stadium (New York/New Jersey). Queste location offrono scenari climatici differenti, dall’altitudine della capitale messicana al clima variabile della costa est statunitense.

Come influisce il cambiamento climatico sull’organizzazione di un Mondiale diffuso?

Il cambiamento climatico porta a un’estremizzazione degli eventi. Questo si traduce in ondate di calore più severe, che possono mettere a rischio la salute di atleti e tifosi, o temporali improvvisi e violenti che potrebbero causare la sospensione dei match. Organizzare un torneo su un intero continente richiede oggi una pianificazione climatica molto più rigorosa rispetto al passato.

DiCamilla Galvan

Padovana classe 1995, con formazione classica e specializzata in ripresa e fotografia alla Scuola di Cinema Luchino Visconti, vivo a Milano da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista iscritta all’ordine della Lombardia, lavoro dal 2018 in agenzia di stampa, dove coniugo l’interesse per l’attualità e la scrittura con gli aspetti tecnici legati all’attività di operatore video e montatore. Dopo l'inizio dell'attività professionale in Alanews, service ufficiale dell'agenzia Ansa, dove mi occupo prevalentemente di cronaca e politica nazionale e locale, mi sposto in Italpress, per la quale mi dedico al territorio, sia sul fronte economico, che della cronaca, che politico. In seguito ad una brevissima parentesi in agenzia di comunicazione, torno al giornalismo con Estenews, per la quale seguo lo sport - come inviata in Lega Calcio - e la salute, alla quale è dedicata la mia attività sul sito. Tra le collaborazioni attive quelle con l'agenzia di stampa Adnkronos e con enti ed istituzioni del mondo della salute e dell'istruzione, come la Società italiana di farmacologia. Ambientalista, animalista e vegetariana, amo la montagna, i cani e la fotografia.