Nero su bianco per il protocollo di intesa tra il Panathlon club Milano e Milanosport, la società in house del Comune di Milano deputata alla gestione degli impianti sportivi: i rispettivi presidenti, Rosanna Volpe e Simonpaolo Buongiardino, hanno infatti sposato il progetto congiunto di divulgazione delle Carte etiche e dei principi caposaldo del Panathlon, promosso dal Past president Filippo Grassia che ha firmato anch’egli il protocollo.
Panathlon club Milano e Milanosport: diffusione di valori per 2,5 milioni di utenti
L’accordo prevede l’installazione di materiale educativo all’interno degli impianti sportivi meneghini, con una stima di due milioni e mezzo di utenti potenzialmente raggiungibili. La mission è chiara:
promuovere la conoscenza delle carte etiche e realizzare un evento di divulgazione e promozione del progetto Carta del fair play, anche attraverso la diffusione di contenuti condivisi attraverso un impegno comunicativo ad hoc.

L’accordo per la Carta del fair play del Panathlon Milano
Un anno di accordo, quello tra Panathlon Milano e Milanosport. Per rendere disponibili a tutti la Carta del fair play che è alla base dell’operato di promozione della cultura sportiva, propria del Panathlon. Un decalogo ambizioso e importante: fare di ogni incontro sportivo, poco importa la posta in palio e la rilevanza dell’avvenimento, un momento privilegiato, una sorta di festa. E poi, conformarmi alle regole ed allo spirito dello sport praticato. Ma anche rispettare i miei avversari come me stesso. Accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi, sapendo che come me, hanno diritto all’errore, ma fanno di tutto per non commetterlo. Evitare la cattiveria e le aggressioni nei miei atti, parole o scritti. Non usare artifici o inganni per ottenere il successo. Essere degno nella vittoria, come nella sconfitta. Aiutare ognuno, con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione. Soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita è in pericolo. Essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi qui affermati.
Non solo Carta del fair play: la Carta dei diritti del ragazzo nello sport
Accanto ai punti fondanti della Carta dei fair play, anche i principi enunciati dalla Carta dei diritti del ragazzo nello sport: i 10 comandamenti di questo documento prevedono innanzitutto che tutti i ragazzi abbiano diritto di praticare sport. Poi divertirsi e di giocare, vivere in un ambiente salutare, essere trattati con dignità, essere allenati ed educati da persone competenti, ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale. E gareggiare con ragazzi dello stesso livello in una idonea competizione, praticare lo sport in condizioni di sicurezza, così come usufruire di un adeguato periodo di riposo e avere la possibilità di diventare un campione oppure di non esserlo.

Panathlon club, la Carta dei doveri del genitore nello sport
Un significato importante è anche quello della Carta dei doveri del genitore nello sport, a cui è dedicato un decalogo a parte. In cui, il genitore che si ispira ai valori del Panathlon promette innanzitutto a se stesso che “la scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli in totale autonomia e senza condizionamenti da parte mia”. Poi, si legge sempre nella Carta dei doveri del genitore nello sport, mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico-fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare.

Eviterò ai miei figli, fino all’età di 14 anni, pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo. Li seguirò con discrezione, con il loro consenso, se servirà ad aiutarli ad avere con lo sport un rapporto equilibrato. Non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità. dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita non è necessario diventare dei campioni. Ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più saggi. Indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva. al loro ritorno a casa non chiederò se abbiano vinto o perso ma se si sentano migliori. Né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti. vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e ritrovare il mio sorriso giovane.

