Se parliamo di Mondiali, parliamo di gol, se parliamo di gol parliamo, anche, di grandi bomber: la 7^ puntata di Road to Mondiale 2026 passa dai nomi che ci hanno fatto sognare, quelli in cui ci siamo immedesimati da piccoli (e da grandi), i fenomeni di cui indossavamo la maglietta con estremo orgoglio, soprattutto d’estate.
Abbiamo messo in fila una serie di campionissimi per rivivere i mondiali che ormai abbiamo alle spalle ma di cui non dimenticheremo mai emozioni, e magie.
Road to Mondiale 2026: i più grandi di sempre
I Re del Calcio
PELE’
- Il record di precocità: Nel 1958, a soli 17 anni e 249 giorni, divenne il più giovane marcatore in una finale mondiale (doppietta contro la Svezia). Un record che resiste ancora oggi.
- L’edizione saltata (quasi): Nel 1962, dopo aver incantato all’esordio, si infortunò nella seconda partita contro la Cecoslovacchia. Nonostante il Brasile vinse il titolo, Pelé visse quasi tutto il torneo dalla tribuna.
DIEGO ARMANDO MARADONA
- I due volti del 1986: Nella stessa partita contro l’Inghilterra segnò il gol più “sporco” della storia (la Mano de Dios) e, solo quattro minuti dopo, quello votato come il “Gol del Secolo”, scartando mezza squadra avversaria.
LIONEL MESSI
- Presenze infinite: Con la finale del 2022, Messi è diventato il giocatore con più presenze in assoluto nella storia dei Mondiali (26), superando il tedesco Lothar Matthäus.
- L’uomo dei record nei gironi e oltre: È l’unico giocatore ad aver segnato in tutte le fasi di un singolo Mondiale (gironi, ottavi, quarti, semifinale e finale), impresa riuscita proprio nel 2022. Completerà l’en plein quest’anno visto che per la prima volta ci saranno anche i sedicesimi di finale?
CRISTIANO RONALDO
- Cinque su cinque: CR7 è l’unico calciatore della storia ad aver segnato in cinque diverse edizioni del Mondiale (dal 2006 al 2022).
- Il capitano più longevo: Detiene il record per il maggior numero di partite giocate da capitano per la nazionale portoghese nella fase finale del torneo.
Eroi mondiali
JOHAN CRUYFF
- La maglia “ribelle”: Nel 1974, Cruyff si rifiutò di indossare le tre strisce dell’Adidas (sponsor della nazionale) perché legato da un contratto personale con Puma. Giocò tutto il Mondiale con una maglia speciale a sole due strisce.
- Il grande rifiuto: Nonostante fosse all’apice, non partecipò al Mondiale del 1978. Per anni si disse fosse per protesta politica contro il regime argentino, ma anni dopo rivelò che fu a causa di un tentativo di sequestro subito dalla sua famiglia pochi mesi prima.
FRANZ BECKENBAUER
- L’eroe con la lussazione: Nella “Partita del Secolo” (Italia-Germania 4-3 del 1970), Beckenbauer giocò gran parte dei supplementari con un braccio fasciato lungo il corpo a causa di una lussazione alla spalla, poiché la Germania aveva esaurito i cambi.
- Vincere in due vesti: È stato il secondo uomo (dopo Mário Zagallo) a vincere il Mondiale sia come giocatore (1974) che come allenatore (1990).
LUIS NAZARIO DA LIMA RONALDO
- Il mistero del 1998: Pochi minuti prima della finale contro la Francia, fu colto da convulsioni. Inizialmente escluso, giocò una partita fantasma tra le polemiche mondiali. Si riscattò quattro anni dopo con la doppietta in finale nel 2002.
- Il taglio di capelli tattico: Nel 2002 sfoggiò un bizzarro taglio a mezzaluna sulla fronte. Anni dopo confessò: “Lo feci perché tutti parlavano del mio infortunio alla gamba; vedendo quel taglio orrendo, smisero di parlarne”.
ALFREDO DI STEFANO
- Il grande assente: Nonostante fosse un fenomeno assoluto, non giocò mai una singola partita in un Mondiale. Nel 1950 e 1954 l’Argentina non partecipò o non si qualificò; nel 1962, con la Spagna, si infortunò poco prima del torneo.
- Tre bandiere: È uno dei pochissimi ad aver giocato per tre nazionali diverse (Argentina, Colombia e Spagna), ma nessuna lo portò mai sul palcoscenico mondiale.
Gli “altri” bomber
- Zinedine Zidane: È uno dei pochissimi ad aver segnato in due finali diverse (1998 e 2006), ma resta memorabile anche la sua testata Materazzi nella finale 2006, quando, senza che il mondo lo sapesse, si usò per la prima volta il Var.
- Miroslav Klose: Oltre ad essere il miglior marcatore di sempre (16 gol), la Germania non ha mai perso una partita in cui Klose ha segnato.
- Paolo Maldini: Detiene il record per il maggior numero di minuti giocati nella storia dei Mondiali: ben 2.217 minuti.
Road to Mondiale 2026: i “nostri” bomber
PAOLO ROSSI (PABLITO)
È l’uomo del destino del 1982. La sua storia è un vero romanzo cinematografico.
- Il risveglio improvviso: Dopo un inizio di torneo sottotono (veniva da due anni di inattività per la squalifica del calcioscommesse), si sbloccò con una leggendaria tripletta al Brasile di Zico. Da lì non si fermò più, segnando 6 gol totali e trascinando l’Italia alla vittoria.
- Il primato azzurro: Con 9 gol totali (tra il 1978 e il 1982), divide con Roberto Baggio e Christian Vieri il titolo di miglior marcatore italiano di sempre nella storia dei Mondiali.
ROBERTO BAGGIO
Forse il giocatore italiano più iconico a livello globale, protagonista assoluto di tre edizioni (1990, 1994, 1998).
- Il gol “alla Maradona”: Nel 1990, contro la Cecoslovacchia, segnò uno dei gol più belli della storia azzurra, partendo da centrocampo e dribblando mezza difesa avversaria.
- Croce e delizia: Nel 1994 portò l’Italia in finale quasi da solo segnando 5 gol decisivi dagli ottavi in poi, ma la sua storia mondiale è tragicamente legata al rigore calciato alto nella finale di Pasadena contro il Brasile. Resta l’unico italiano ad aver segnato in tre edizioni diverse.
CHRISTIAN VIERI
Un vero “animale” da area di rigore, dotato di una potenza fisica che metteva in crisi qualsiasi difesa.
- Media realizzativa shock: Ha segnato 9 gol in soli due Mondiali (5 nel 1998 e 4 nel 2002). Se non fosse stato per l’infortunio che gli fece saltare il 2006, avrebbe quasi certamente polverizzato ogni record italiano ed alzato al cielo una meritata Coppa del Mondo.
SALVATORE “TOTO'” SCHILLACI
Il simbolo delle “Notti Magiche” di Italia ’90.
- Dalla panchina al trono: Iniziò il Mondiale come riserva di Carnevale. Entrò nella prima partita contro l’Austria, segnò dopo pochi minuti e non uscì più dal campo, vincendo il titolo di capocannoniere (6 gol) e miglior giocatore del torneo. Il sogno di un’estate: quella fu la sua unica vera grande parentesi mondiale, rendendolo l’esempio perfetto di come un calciatore possa diventare leggenda in un solo mese di grazia.
Road to Mondiale 2026: il recap
Ebbene sì, il mondiale ci ricorda anche i nostri idoli da bambini, quelli con cui siamo cresciuti, di cui abbiamo emulato le gesta sui campetti di provincia, con risultati improbabili o eurogol mai ripresi da alcuna telecamera, rimasti impressi, però, nella nostra memoria e in quella dei nostri amici ed amiche. Chi riuscirà a farci provare quelle stesse sensazioni in questo mondiale 2026?

