Il mercato globale dei mobili di seconda mano raggiungerà a fine 2026 un valore di 50,06 miliardi di dollari. A dirlo è una recente analisi di Straits Research, che prende in esame oltre 30 Paesi tra cui l’Italia, che prevede una continua crescita fino a superare i 73 miliardi entro il 2034 con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,83%. La fetta più grande del mercato resta nel Nord America, ma anche l’Europa fa la sua parte. Nel vecchio continente, da qui al 2034, è previsto un CAGR del 4,95%. I fattori trainanti non vanno ricercati solo nell’obiettivo del consumatore di trovare un arredo di valore a un prezzo vantaggioso, ma anche nella crescente attenzione verso il F-waste, cioè i rifiuti derivanti dall’arredamento e dai mobili. Un cambio di rotta che coinvolge anche le aziende, visto che, sempre secondo Straits Research, il costo medio della gestione dei rifiuti arriva fino al 4% dei costi totali.
Questi dati raccontano un cambiamento profondo nel modo in cui attribuiamo valore agli oggetti: il vintage e il modernariato non sono più soltanto una scelta legata al risparmio o alla sostenibilità, ma entrano in una nuova economia fatta di ricerca, unicità ed esperienza. Nonostante l’espansione dell’e-commerce, l’uso degli smartphone e la diffusione di sistemi di pagamento sicuri facilitano la compravendita di mobili usati, la vendita offline è ancora il canale dominante e crescerà del 4,55% annuo. La motivazione indicata è interessante: i negozi fisici permettono di vedere e toccare gli oggetti, ricevere informazioni e consigli e offrire una migliore esperienza d’acquisto.
Il parere degli esperti
“Il dato più interessante è che il mercato dei mobili di seconda mano continua a crescere nonostante la possibilità di acquistare qualsiasi cosa con un clic. Questo ci dice che, quando si parla di vintage e modernariato, il valore non è soltanto nell’oggetto che si acquista, ma anche nella ricerca, nella scoperta e nella storia che quell’oggetto porta con sé. È proprio questa esperienza che vogliamo riportare al centro con Super Duper Market: creare uno spazio in cui incontrare pezzi unici, conoscere chi li ha scelti e scoprirne le storie” hanno spiegato Laura Poli e Giulia Menalli, ideatrici di Super Duper Market, l’evento dedicato al design vintage e al modernariato, in programma il 10 e 11 ottobre 2026 negli spazi di Spazio Fase, ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo.
Il vintage è diventato una scelta di design e di ricerca, non semplicemente un modo per risparmiare. Un fenomeno che coinvolge anche celebrities e personaggi del mondo creativo: Diane Keaton, da sempre appassionata di architettura e interior design, ha fatto della ricerca di arredi d’epoca una componente riconoscibile del proprio stile; Liv Tyler ha raccontato la sua passione per i lampadari degli anni ’50; Dakota Johnson, che ha scelto per la propria casa numerosi arredi del Mid-Century, mentre in Italia la stilista Carolina Castiglioni ha più volte condiviso la sua passione per i mercatini dell’usato, frequentati anche insieme alla madre. Un esempio ancora più recente arriva dal mondo dello sport e dell’hospitality. Per le suite private del nuovo stadio Sinigaglia, il Como ha scelto mobili del Settecento e dell’Ottocento acquistati nei mercatini dell’usato. “Tutti i mobili sono del Settecento e dell’Ottocento. Andiamo ai mercatini dell’usato a cercarli. Così quando ci vai diventa un’esperienza”, ha spiegato il presidente del club Mirwan Suwarso in una recente intervista.
“Il vintage non è più un linguaggio riservato a collezionisti, addetti ai lavori o appassionati di design. Oggi sempre più persone cercano nei mobili e negli oggetti del passato un modo per rendere gli spazi più personali, riconoscibili e lontani dall’omologazione. Con Super Duper Market vogliamo proprio avvicinare questo mondo a un pubblico più ampio, offrendo la possibilità di scoprire, confrontare e scegliere pezzi capaci di avere una nuova vita e un nuovo significato. Per noi il valore del vintage sta anche nella poIl mercato globale dei mobili di seconda mano raggiungerà a fine 2026 un valore di 50,06 miliardi di dollari. A dirlo è una recente analisi di Straits Research, che prende in esame oltre 30 Paesi tra cui l’Italia, che prevede una continua crescita fino a superare i 73 miliardi entro il 2034 con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,83%. La fetta più grande del mercato resta nel Nord America, ma anche l’Europa fa la sua parte. Nel vecchio continente, da qui al 2034, è previsto un CAGR del 4,95%. I fattori trainanti non vanno ricercati solo nell’obiettivo del consumatore di trovare un arredo di valore a un prezzo vantaggioso, ma anche nella crescente attenzione verso il F-waste, cioè i rifiuti derivanti dall’arredamento e dai mobili. Un cambio di rotta che coinvolge anche le aziende, visto che, sempre secondo Straits Research, il costo medio della gestione dei rifiuti arriva fino al 4% dei costi totali.
Cosa dicono i dati
Questi dati raccontano un cambiamento profondo nel modo in cui attribuiamo valore agli oggetti: il vintage e il modernariato non sono più soltanto una scelta legata al risparmio o alla sostenibilità, ma entrano in una nuova economia fatta di ricerca, unicità ed esperienza. Nonostante l’espansione dell’e-commerce, l’uso degli smartphone e la diffusione di sistemi di pagamento sicuri facilitano la compravendita di mobili usati, la vendita offline è ancora il canale dominante e crescerà del 4,55% annuo. La motivazione indicata è interessante: i negozi fisici permettono di vedere e toccare gli oggetti, ricevere informazioni e consigli e offrire una migliore esperienza d’acquisto.
“Il dato più interessante è che il mercato dei mobili di seconda mano continua a crescere nonostante la possibilità di acquistare qualsiasi cosa con un clic. Questo ci dice che, quando si parla di vintage e modernariato, il valore non è soltanto nell’oggetto che si acquista, ma anche nella ricerca, nella scoperta e nella storia che quell’oggetto porta con sé. È proprio questa esperienza che vogliamo riportare al centro con Super Duper Market: creare uno spazio in cui incontrare pezzi unici, conoscere chi li ha scelti e scoprirne le storie” hanno spiegato Laura Poli e Giulia Menalli, ideatrici di Super Duper Market, l’evento dedicato al design vintage e al modernariato, in programma il 10 e 11 ottobre 2026 negli spazi di Spazio Fase, ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo.
Anche i vip scelgono il second hand
Il vintage è diventato una scelta di design e di ricerca, non semplicemente un modo per risparmiare. Un fenomeno che coinvolge anche celebrities e personaggi del mondo creativo: Diane Keaton, da sempre appassionata di architettura e interior design, ha fatto della ricerca di arredi d’epoca una componente riconoscibile del proprio stile; Liv Tyler ha raccontato la sua passione per i lampadari degli anni ’50; Dakota Johnson, che ha scelto per la propria casa numerosi arredi del Mid-Century, mentre in Italia la stilista Carolina Castiglioni ha più volte condiviso la sua passione per i mercatini dell’usato, frequentati anche insieme alla madre. Un esempio ancora più recente arriva dal mondo dello sport e dell’hospitality. Per le suite private del nuovo stadio Sinigaglia, il Como ha scelto mobili del Settecento e dell’Ottocento acquistati nei mercatini dell’usato. “Tutti i mobili sono del Settecento e dell’Ottocento. Andiamo ai mercatini dell’usato a cercarli. Così quando ci vai diventa un’esperienza”, ha spiegato il presidente del club Mirwan Suwarso in una recente intervista.
“Il vintage non è più un linguaggio riservato a collezionisti, addetti ai lavori o appassionati di design. Oggi sempre più persone cercano nei mobili e negli oggetti del passato un modo per rendere gli spazi più personali, riconoscibili e lontani dall’omologazione. Con Super Duper Market vogliamo proprio avvicinare questo mondo a un pubblico più ampio, offrendo la possibilità di scoprire, confrontare e scegliere pezzi capaci di avere una nuova vita e un nuovo significato. Per noi il valore del vintage sta anche nella possibilità di incontrare oggetti che non si trovano ovunque e che possono continuare a raccontare una storia anche dentro case e spazi contemporanei”, concludono Laura Poli e Giulia Menalli.ssibilità di incontrare oggetti che non si trovano ovunque e che possono continuare a raccontare una storia anche dentro case e spazi contemporanei”, concludono Laura Poli e Giulia Menalli.

