La ripresa delle attività politiche e di governo dopo la pausa estiva è dominata da un tema caldissimo, quello dei carburanti.
Benzina e diesel vedono infatti crescere da mesi il loro prezzo al litro a causa degli esiti delle tensioni geopolitiche sulla capacità di approvvigionamento e raffinazione.
L’esecutivo rincorre l’impennata con misure tampone e di breve durata, nel poco margine d’azione concesso dal maggior gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi.
Come si è mossa finora l’Italia
L’incremento del costo dei carburanti determina infatti maggiori entrate per lo Stato attraverso l’Iva, che viene applicata in percentuale sul prezzo. Il meccanismo delle accise mobili permette di utilizzare una parte di questo gettito maggiore per ridurre temporaneamente l’accisa sui carburanti e attenuare così il rincaro alla pompa di benzina.
Cosa si potrebbe fare in futuro
La gravità dello stato delle cose però richiederà interventi strutturali, volti ad ammortizzare per quanto possibile il ricadere della situazione internazionale sulle tasche dei cittadini. Tra le ipotesi in discussione in diversi stati europei si fa strada quella della tassa sugli extraprofitti per le compagnie petrolifere. E’ infatti allo studio una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario.
La tensione Usa-Iran tiene in scacco gli approvvigionamenti di carburanti
A scatenare l’aumento dei prezzi è la difficoltà di approvvigionamento di greggio e di raffinazione dello stesso. Il processo logistico e industriale che trasforma il greggio in carburanti passa infatti anche per lo Stretto di Hormuz, da mesi al centro del braccio di ferro tra Usa e Iran.
La chiusura dello Stretto da parte iraniana permane e alle petroliere viene concesso di attraversarlo con il contagocce. Secondo Reuters, meno di 20 navi sono potute passare nell’ultimo weekend e nell’ultima settimana il traffico nello Stretto è stato del 90% inferiore rispetto ai livelli pre-conflitto.
Scade la riduzione sulle accise in Italia, diesel verso i 2,3 euro al litro
Quelle che si prospettano saranno per l’Italia le giornate più critiche dall’inizio di questa crisi energetica: la riduzione delle accise sul gasolio messa in campo dall’esecutivo e già prorogata decadrà mercoledì 26 agosto. In assenza di una ulteriore proroga, la benzina si aggirerebbe sui 2 euro al litro e il gasolio raggiungerebbe la cifra record di 2,3 euro al litro.
A rendere complesso il prolungamento della misura di sostegno alle tasche dei cittadini sono proprio le scarse coperture economiche.
La differenza con i prezzi dei carburanti nell’estate 2025
Per i vacanzieri che fanno ritorno in città dopo le ferie estive questo significherebbe pagare 70 centesimi in più al litro per il diesel e 30 centesimi in più per ogni litro per la benzina. Una vera stangata. Alla fine del mese di agosto dell’anno scorso benzina e gasolio si attestavano infatti rispettivamente a 1,696 euro al litro e 1,622 euro al litro.

