Ogni anno, il 5 febbraio, l’Italia celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, un’occasione importante per riflettere su un problema che ha dimensioni economiche, sociali e ambientali sempre più rilevanti. Non si tratta, infatti, solo di cibo buttato, ma di risorse sprecate, opportunità perse e impatti concreti sul pianeta.
Spreco alimentare: quando nasce la Giornata Nazionale
La Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è nata nel 2014 nell’ambito della campagna di sensibilizzazione per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile Spreco Zero di Last Minute Market, fondata dall’economista Andrea Segrè ed è promossa con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero degli Affari Esteri e con il sostegno di Rai per il Sociale.
Spreco alimentare: il tema della 13esima edizione
La tredicesima edizione ha come slogan #2030Calling, un richiamo diretto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030, che richiedono, entro i prossimi quattro anni, la riduzione del 50% dello spreco alimentare dei 737,4 grammi di spreco iniziali, registrati al momento dell’adozione dell’Agenda.
Spreco alimentare: i numeri
Il sito ufficiale del Consiglio dell’Unione europa spiega che: “Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), circa un terzo di tutti gli alimenti prodotti nel mondo va perso o sprecato in una qualche fase della filiera alimentare. Nell’UE ogni anno si sprecano più di 59 milioni di tonnellate di cibo, vale a dire 132 kg a persona”.
Spreco alimentare: l’origine
Secondo i dati ufficiali del 2022 di Eurostat 2024: “Oltre la metà degli sprechi alimentari nell’UE avviene nei nuclei domestici, quasi il doppio rispetto agli sprechi alimentari generati durante la produzione o la trasformazione. Il grafico mostra la quantità di sprechi alimentari per ciascun settore sulla base di un totale di 132 kg di sprechi pro capite”, si legge nel sito ufficiale del Consiglio Ue.
Spreco alimentare: l’impatto su ambiente, economia e società
Universalmente, a pagarne un caro prezzo dello spreco alimentare sono l’ambiente, l’economia e la società intera: “Gli sprechi alimentari causano il 16% delle emissioni di gas a effetto serra provenienti dal sistema alimentare dell’Ue; ogni anno si perdono fino a 132 miliardi di euro per gli sprechi alimentari e un giorno su due quasi 33 milioni di persone nell’Ue non possono permettersi un pasto completo, mentre vanno sprecate tonnellate di cibo”.
Spreco alimentare: l’evento di Spreco Zero
L’evento ufficiale di lancio della Giornata è in programma a Roma martedì 3 febbraio, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa David Sassoli di piazza Venezia. Un’occasione per presentare i nuovi dati del Rapporto “Il caso Italia” 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International di Last Minute Market, elaborati per la campagna Spreco Zero dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari.
Spreco alimentare: le parole di Andrea Segrè
Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International ha spiegato che: “ancora una volta sarà utile per tutti, in direzione del 2030, tracciare un monitoraggio sugli stili di vita e di alimentazione, per agire concretamente sui comportamenti di consumo e la prevenzione degli sprechi. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare si focalizza con attenzione sui 5 anni che ci separano dal 2030, annunceremo iniziative e novità indirizzate proprio al coinvolgimento di tutti i cittadini in questa direzione”, si legge nel sito ufficiale di Spreco Zero.

