Quel che resta negli occhi, all’indomani della vittoria per 1-0 sul Benfica, è la straordinaria prova di forza offerta nel secondo tempo. Un’Inter feroce, veloce e forse anche precoce nell’entrare così in stato di grazia atletica, a inizio del mese di ottobre.
Champions League: l’Inter del secondo tempo che ha surclassato il Benfica
Perché il tour de force di incontri ravvicinati imponeva sì di non perdere il treno, tra le fermate di campionato e quelle di Champions League. Ed eccezion fatta per il deragliamento interno contro il Sassuolo, l’Inter di Simone Inzaghi ha fatto punti e soprattutto ha convinto per la propria convinzione. Nei mezzi a disposizione, nella bontà del mercato estivo e nella consapevolezza dei propri mezzi.
Vincere con il Benfica non è una novità, nella storia recente nerazzurra. Con il successo per 2-0 al Da Luz di Lisbona dello scorso aprile, sebbene all’andata fosse finita 3-3 al Meazza. Ma battere i campioni di Portogallo con l’intensità dimostrata nel martedì del secondo turno a gironi è qualcosa di cui andar fieri, dalle parti della Pinetina.
Campionato e Champions League: il percorso dell’Inter
Un palo e una traversa di Lautaro, le tante occasioni sventate da Trubin, il gol annullato a Dimarco. Oltretutto al cospetto di un avversario che non ha demeritato e fatto la propria onesta gara, forte della presenza in difesa dell’imperituro Otamendi e meno, in attacco, di un Di Maria che a Torino non hanno rimpianto. Nulla è definitivo, soprattutto nel calcio. E l’Inter che prepara l’assalto al Bologna dell’ex Thiago Motta non ha né tempo né voglia di crogiolarsi su quel che è stato. Ma Inzaghi sa che la squadra è matura per cercare di compiere quello step ulteriore, sia nella scalata verso il campionato che nella difficile riconferma in Champions. Andare oltre, sanno in Viale della Liberazione, equivarrebbe a completare quel che era stato fatto (e bene) nella finale con il City la scorsa stagione.

