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Si apre nel segno di Grigor Dimitrov il tennis internazionale, con il successo nel torneo Atp 250 di Brisbane, dove ha battuto in finale il danese Holger Rune in due set, 7-6 (5), 6-4. Per il bulgaro si tratta del nono titolo in carriera, il primo dal 2017, che gli vale la promozione alla posizione numero 13 della classifica Atp, mentre Rune resta al numero 8.

Atp 250 di Brisbane, Nadal fuori con Thompson. Ma in recupero

Ma del torneo australiano si ricorderà anche il ritorno al tennis giocato, dopo una lunga assenza, di Rafa Nadal. Sconfitto da Jordan Thompson un po’ a sorpresa, dopo aver sprecato 3 match point ai quarti di finale. Un match, che è corretto sottolinearlo, è stato tra i più avvincenti del torneo, con lo spagnolo capace di offrire una buona condizione in partenza, andata però scemando nel corso del match. Sta proprio nel calo di intensità e qualità, a cui si sono sommati anche alcuni fastidi fisici, i motivi del crollo alla distanza di Nadal. Costretto poi ad alzare bandiera bianca proprio per il problema all’anca che lo ha bloccato.

Nadal dopo Brisbane: “Felice di sentirmi competitivo”

Da parte sua, l’australiano mattatore di Nadal (e numero 55) non aveva mai vinto nemmeno un set in carriera contro il mancino di Monacor: i due precedenti erano infatti terminati 3-0 e 2-0 (Roland Garros e Parigi Bercy). Le considerazioni, in ogni caso, restano su Nadal: per il quale, dire che è tornato il campione di un tempo è prematuro. Ma le vittorie con cui Rafael Nadal ha raggiunto i quarti a Brisbane non hanno lasciato indifferente. Lui stesso ha fotografato così il momento: “Ho bisogno di partite e di salute, devo continuare ad allenarmi bene e gli ultimi match mi aiutano in questo senso. Sono felice di essere tornato e di sentirmi competitivo. Vedremo fino a che punto potrò arrivare”.

Le parole di Rafa sono importanti perché il maiorchino non è mai stato uno di quelli che ne spendono a caso. E così pure è difficile, considerata l’esperienza, che la sua percezione della realtà sia falsata rispetto a una visione oggettiva della situazione. Dall’altra parte, la cautela è obbligatoria, visto che i due rivali battuti in Australia non rappresentavano un test dei più complessi. Dominic Thiem, nonostante tutto l’amore e l’impegno che mette in questo ammirevole tentativo di recupero ad alto livello, è un parente lontano del numero 3 Atp. E pure Jason Kubler non stava benissimo, al punto da richiedere l’intervento del fisioterapista.

Nadal no limits: Melbourne già nel mirino

Resta il fatto che Nadal di dubbi ne ha avuti pochi. Pur giocando spesso piuttosto corto, caratteristica che si evidenzia quando è scarsamente sicuro del suo tennis, è riuscito comunque a mettere energia e cuore, fiaccando la fiducia dei rivali prima ancora che imporre il suo ritmo. Le prove vere devono ancora arrivare, dunque. Rispetto alla conferenza stampa in cui affermava di voler affrontare i suoi ultimi 12 mesi in una sorta di Tour d’addio, i toni sono già leggermente cambiati. Il nipote di zio Toni dice ancora che tutto dipenderà da come si sentirà durante l’anno, ma la sensazione nelle parole e nel linguaggio del corpo è che il recupero, fin qui, sia stato talmente convincente da spingerlo a crederci più di prima, oltre l’ipotetico limite di questo 2024. Per ribadire che di limiti, Nadal, non ne vuole sentir parlare.
M.Mic.