Giornata mondiale dell'autismo
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Il 2 aprile è la giornata mondiale dedicata ai disturbi dello spettro autistico, comunemente chiamati semplicemente ‘autismo’, è stata istituita dalle Nazioni Unite il 1º novembre 2007 e adottata il 18 dicembre 2007. 

Cosa sono i disturbi dello spettro autistico?

I disturbi dello spettro autistico sono un insieme eterogeneo di disturbi dello sviluppo neurologico, caratterizzati da difficoltà di linguaggio, comunicazione e interazione sociale. 

I soggetti nello spettro autistico inoltre tendono a mostrare comportamenti e pattern ripetitivi, ad avere difficoltà a gestire la propria reazione a stimoli ritenuti fastidiosi, come i rumori forti, il contatto fisico, l’essere guardati negli occhi, e a mostrare interesse per poche e selezionate attività.

Incidenza in Italia

In Italia, si stima 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine.

Questa stima nazionale è stata effettuata nell’ambito del “Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico” co-coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute. Nel progetto, finanziato dal Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria la stima di prevalenza è stata effettuata attraverso un protocollo di screening condiviso con il progetto europeo ‘Autism Spectrum Disorders in the European Union’ (ASDEU) finanziato dalla DG Santè della Commissione Europea.

I principali sintomi dell’autismo

Benché esistano numerose manifestazioni diverse del disagio provocato dai disturbi dello spettro autistico, le più comuni sono sicuramente:

  • le difficoltà di comunicazione e di interazione, 
  • la difficoltà a cogliere lo stato emotivo e il pensiero altrui, 
  • l’iper sensibilizzazione ai suoni e ai rumori forti, 
  • la necessità di compiere movimenti ripetitivi e stereotipati

Età d’esordio e trattamento 

Generalmente questi sintomi esordiscono quando il bambino ha tra i 18 e i 36 mesi, tuttavia è possibile riscontrarli additittura alla nascita oppure, nel caso di esordio ritardato, li si può individuare dai primi anni di vita.

La diagnosi precoce, così come l’intervento terapeutico (una combinazione di logopedia, psicomotricità, programmi educativi ecc), sono fondamentali per permettere al bambino la più alta qualità della vita possibile. 

Perchè è più difficile riconoscerlo nelle bambine?

Si legge e si sente di sovente che i maschi soffrono di autismo 4 volte di più rispetto alle femmine. Alla luce dei dati e delle evidenze che si sono avuti fino a poco tempo fa potrebbe anche trattarsi di una considerazione verosimile. A renderla però poco attendibile è l’incredibile capacità delle bambine autistiche di ‘mimetizzarsi’, acquisendo dei ‘coping mechanisms’ (meccanismi di coping) che le aiutano a nascondere i tratti tipici dell’autismo e a comportarsi nel modo più neurotipico possibile. Come emerge dal nuovo studio condotto dagli esperti del Center for Innovation in Mental Health dell’Università di Southampton, della Liverpool Hope University e dell’University College di Londra, questo rende estremamente complesso identificare il disturbo e spesso le bambine e le ragazze con autismo raggiungono l’età adulta senza aver ricevuto una diagnosi. Naturalmente, questo comportamento camaleontico potrebbe aver ‘sballato’ notevolmente le statistiche finora fatte sull’incidenza del disturbo nel sesso femminile.