I club e le squadre calcistiche di ogni livello tecnico, tattico e atletico durante il periodo estivo partono alla volta del proprio ritiro, preceduto da una piccola fase di pre-ritiro della durata di circa sette giorni. Le società, solitamente, prediligono come destinazione le località di montagna, alto collinare o comunque luoghi in cui predomina la natura. Ecco i motivi dietro la scelta.
Calcio, differenza tra pre-ritiro e ritiro
Il pre-ritiro può definirsi come una fase embrionale di precampionato che spesso può essere anche a partecipazione volontaria da parte dei tesserati: si radunano i giocatori disponibili con l’integrazione di qualche giovane in prova o proveniente dalla giovanili, in modo da poter essere valutato e misurato dal ‘main mister’ e dal suo staff. Dopo questa prima settimana inizia il ritiro vero e proprio, in cui arrivano i giocatori più famosi e a volte può verificarsi un drastico sfoltimento della rosa del pre-ritiro per far posto ai titolari nel ritiro.
Calcio, il ritiro estivo
Il ritiro rappresenta quel preciso momento dell’anno in cui le varie squadre di calcio si riuniscono in un determinato luogo ad allenarsi. Un momento cruciale per quanto concerne la preparazione fisica dell’intera stagione: il periodo del ritiro dura, infatti, circa 45-50 giorni e precede l’inizio del campionato. Si tratta di tre settimane continue per 21 giorni, più altre due settimane frazionate, dopo adeguate pause dopo i primi incontri ufficiali. Questo per evitare stress da impegni fisici congestionati e distribuire i carichi di lavoro sul maggior numero possibile di giorni e sedute di allenamento. ll suo corretto svolgimento, inoltre, può influenzare la preparazione fisica dell’intera stagione. Ogni franchigia ha le sue strategie, che si cominciano a capire proprio dalla gestione di una preparazione.
Tra i diversi obiettivi del ritiro si possono annoverare: la creazione di un forte spirito di squadra, la costruzione di una solida base fisica e l’adattamento dei giocatori agli schemi di gioco del nuovo allenatore. Durante questo periodo intensivo di allenamento, i calciatori hanno l’opportunità di conoscersi meglio, di sviluppare una migliore sinergia.
Cosa fanno i calciatori durante il ritiro
Durante la prima settimana di ritiro i calciatori professionisti vedono molto poco il pallone. Il lavoro si sviluppa prevalentemente insieme al preparatore atletico e al suo staff: prediletta la corsa in montagna, con l’obiettivo di smaltire tossine, recuperare tono muscolare e abituarsi gradualmente alla fatica. Fortunatamente, non è solo una ‘tortura’ per i giocatori, ma anche i massaggiatori svolgono un ruolo fondamentale in questa fase, in quanto curano l’assorbimento di traumi da stress muscolare da parte del professionista.
Ritiro calcistico, perché la montagna
I luoghi di montagna o in cui predomina la natura sono da sempre mete ambiti per i ritiri estivi delle squadre sportive, non solo calcistiche, sia esse in preparazione per tournée estive, sia quelle che si allenano per una nuova stagione agonistica. Le ragioni alla base di questa scelta sono molteplici: la montagna offre un clima fresco e piacevole, ideale per l’attività sportiva continuativa. Rispetto al grigiore delle grandi città, infatti, dove le alte temperature estive possono rendere gli allenamenti molto più impegnativi, le località di montagna offrono un clima più mite e gradevole e ciò permette alle squadre di allenarsi al meglio, senza essere influenzate dal caldo eccessivo.
Un altro motivo fondamentale del perché le squadre calcistiche vadano a ritirarsi in montagna è la preparazione atletica: le squadre si preparano per le sfide che affronteranno nella stagione successiva e ciò implica che gli allenamenti devono essere particolarmente intensi e completi. In questo la montagna aiuta, offrendo un ambiente perfetto per questo tipo di preparazione, grazie alla presenza di percorsi collinari e montani che permettono agli atleti di allenarsi in salita, migliorando la resistenza e la forza muscolare.
Infine, la montagna si rivela essere un luogo ideale per concentrarsi al massimo e dedicarsi completamente all’allenamento: non ci sono più le distrazioni delle grandi città, i giocatori possono concentrarsi sulle proprie performance e lavorare in sinergia per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma non solo, la tranquillità e la bellezza della natura possono favorire il benessere mentale e la motivazione degli atleti.
Ritiro calcistico, location mirate e indotto economico
Il ritiro si rivela essere non solo un momento di massima concentrazione e allenamento per gli atleti, ma anche un vero e proprio business per le comunità che ospitano le squadre, portando benefici economici e turistici notevoli. Per una località montana turistica affermata, infatti, significa molto ospitare il ritiro precampionato di una squadra di calcio: porta pubblicità e tifosi, generando un indotto economico non indifferente.

