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Il calo demografico che investirà l’Italia da qui al 2050 sarà importante e irreversibile perché frutto di una dinamica naturale che comporterà cambiamenti profondi, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, della popolazione residente nello Stivale. A dirlo è l’Istat che, nel suo rapporto sulle previsioni demografiche ‘Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione’ spiega: “Ulteriore aumento della sopravvivenza, bassa natalità e trasformazioni familiari confermano un cambiamento continuo nella struttura della popolazione che comporterà un auto-rafforzamento del processo di invecchiamento, nonostante il positivo apporto delle migrazioni con l’estero”. 

La popolazione residente, pari oggi a circa 59 milioni, “è prevista in diminuzione a 54,7 milioni entro il 2050, con un calo graduale ma costante nel tempo” pari al 7,29% circa in 25 anni. 

Entro lo stesso anno gli anziani (dai 65 anni in su) arriveranno a rappresentare il 34,6% del totale della popolazione, in aumento del 10,3% rispetto ad oggi; caleranno invece i giovani e gli adulti (quelli che rientrano nella fascia d’età che va dai 15 ai 64 anni), che dall’odierno 63,5% passeranno al 54,3%. Nella finestra da 0 a 14 anni rientrerà solo l’11,2% della popolazione contro il 12,2% attuale. Solo il 20% delle famiglie sarà composto da due genitori e figli, ora lo è il 33% circa, mentre ben il 41% sarà costituito da singoli individui (oggi lo è il 36,8% dei nuclei familiari).

“In base allo scenario mediano, la popolazione residente scenderebbe nel 2080 a 45,8 milioni, ulteriori 8,8 milioni in meno rispetto al 2050 (-5,4% in media annua)” scrive l’Istat nel rapporto.

Una delle variabili da considerare è l’immigrazione di persone da altri Paesi, così come l’emigrazione di residenti in Italia verso altri Stati: “Secondo lo scenario mediano, tra il 2024 e il 2080, si avrebbero complessivamente 20,5 milioni di nascite, 43,7 milioni di decessi, 18,0 milioni di immigrazioni dall’estero e 8,2 milioni di emigrazioni per l’estero. La trasformazione della popolazione non sarà solo quantitativa ma anche qualitativa, cambiandone profondamente le caratteristiche strutturali”.