Sono ormai alle porte gli storici saldi invernali 2026, attesi tra consumatori e commercianti con ottimismo, ma anche cautela. Per molte famiglie italiane gli sconti di fine stagione restano un momento chiave per i propri acquisti, ma secondo le stime di Confesercenti gli sconti sono già iniziati: quasi 2 milioni di italiani, infatti, hanno già acquistato in offerta durante i “pre-saldi” iniziati subito dopo le festività natalizie.
Economia: al via i saldi invernali 2026, quando iniziano
I saldi invernali 2026 inizieranno il 2 gennaio in Valle d’Aosta e sabato 3 gennaio nel resto d’Italia, con l’eccezione delle Province autonome di Trento e di Bolzano, che si avvalgono di regole differenti: in Alto Adige, incluse Bolzano e le zone limitrofe, inizieranno l’8 gennaio 2026 nella maggior parte dei comuni, terminando il 5 febbraio.
Economia: al via i saldi invernali 2026, l’impatto delle vendite anticipate
Le stime di Confesercenti riguardo agli sconti invernali 2026 arrivano sulla base di un sondaggio Ipsos condotto sui consumatori in vista, appunto, delle prossime svendite, il primo evento promozionale dell’anno e tra i maggiori per dimensioni, con un fatturato stimabile quest’anno in circa 6 miliardi di euro: “Le vendite anticipate, però, ne stanno diluendo l’impatto. Tra il 26 dicembre e l’avvio formale dei saldi invernali si sta infatti consolidando un periodo promozionale “di fatto”, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” e “exclusive sales”. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi”, spiega Confesercenti.
Economia: al via i saldi invernali 2026, a ‘schiacciare’ Black friday e Pre-saldi
Gli acquisti di Natale, soprattutto nell’ambito moda, in tale contesto risultano sempre più ‘schiacciati’ da una duplice morsa: “da un lato il Black Friday, che anticipa una parte della domanda; dall’altro i saldi anticipati e le formule di pre-saldo, che intercettano la spesa residua. Due pressioni che agiscono spesso al di fuori delle regole e finiscono per erodere gli acquisti tradizionali del periodo natalizio – sottolinea Confesercenti – A questo si è aggiunto il maltempo dei giorni pre-natalizi, che ha reso più difficili gli acquisti dell’ultima settimana, penalizzando il last minute, fondamentale nei negozi di prossimità”.
Economia: al via i saldi invernali 2026, al centro trasparenza e concorrenza leale
“I prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative “a platea selezionata”. È fondamentale anche il pieno rispetto delle regole sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal “prezzo precedente” – conclude Confesercenti – che per legge è il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti. Il rischio è che i saldi perdano la loro funzione e si trasformino in un mero episodio di un periodo promozionale continuo, con effetti di confusione per i consumatori e difficoltà per le imprese che rispettano le regole. Bisogna, in generale, rivedere le regole sulle promozioni, perché assicurino concorrenza leale e pluralismo distributivo”.

