Basta passare tra i denti il filo interdentale almeno una volta a settimana per ridurre il rischio di ictus ischemico addirittura del 22%. A sostenerlo sono i ricercatori dello studio in fase di presentazione all’International Stroke Conference 2025, il convegno annuale dell’American Stroke Association svoltasi a Los Angeles.
L’ictus ischemico si verifica quando un coagulo di sangue blocca l’afflusso sanguigno ai vasi cerebrali causando la morte di una porzione di tessuto cerebrale.
La stessa buona pratica di usare quanto meno settimanalmente il filo interdentale sarebbe utile a ridurre del 44% il rischio di ictus cardioembolico, che si verifica quando il coagulo di sangue parte dal cuore, e del 12% quello di fibrillazione atriale, ovvero battiti irregolari del cuore.
Lo studio presentato a Los Angeles è stato condotto da un team di ricercatori del Dipartimento di Neurologia del Prisma Health Richland Hospital e della University of South Carolina School of Medicine di Columbia, coordinato dal professore Souvik Sen, autore principale della ricerca.
A stimolare la riflessione dei ricercatori un recente rapporto sulla salute a livello mondiale, che evidenzia come le malattie del cavo orale, come parodontite, gengivite e carie dentali, abbiano colpito 3,5 miliardi di persone nel mondo nel solo 2022, quasi metà della popolazione globale.
A questo punto, gli scienziati hanno cercato di capire quale elemento di igiene orale influenza maggiormente la prevenzione di ictus: le visite regolari dal dentista, lo spazzolamento dei denti o l’uso del filo interdentale?
Valutando lo stato di salute, le abitudini quotidiane e quelle di igiene orale di un campione di 6000 persone, i ricercatori hanno notato che la riduzione del rischio di ictus e di fibrillazione atriale si notava in coloro che utilizzavano il filo interdentale mentre non incideva l’uso dello spazzolino e le visite regolari dal dentista.

