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A chi non piace godersi una serata in compagnia di amici o della propria dolce metà seduto su un bel tavolo di ristorante, sorseggiando un buon bicchiere di vino e gustando del buon cibo? A tutti, nessuno escluso!

Tuttavia, come per ogni cosa, ci sono delle regole da rispettare anche al ristorante, soprattutto quando si parla di una questione delicata come il conto da pagare. 

A chi tocca? Come capire quando offrire la cena e quando no

Quando si è più giovani, ogni occasione è buona per uscire a cena fuori in compagnia: che sia in un sofisticato ristorante di pesce o in una rustica ma gustosa trattoria, un po’ di convivialità è sempre una buona idea. Crescendo, però, questo tipo di attività viene un po’ a mancare, a causa degli impegni quotidiani, che le novità della vita spesso impongono. In ogni caso, anche quando si esce con gli amici c’è un galateo del conto da rispettare: la regola è “fare alla romana”, che si traduce nel dividere il conto in parti uguali, cosicché ognuno paghi la medesima cifra.

Può capitare, specie se si lavora all’interno di un’azienda, grande o piccola che sia, che si organizzino pranzi o cene per parlare di questioni di lavoro. Come comportarsi in questi casi? Chi paga il conto? Solitamente, è buon uso che a saldare il ristorante sia chi ha esteso l’invito e cosa più importante, il consiglio è quello di evitare inutili discussioni sul denaro, soprattutto davanti ai tuoi capi. Se, invece, l’occasione è una cena tra colleghi, è meglio adottare la stessa regola che vige quando si è fuori con gli amici: si paga “alla romana”.

Che si tratti di adulti o adolescenti, il primo appuntamento è uguale per tutti: puro romanticismo con una leggera nota di nervosismo e ansia pre serata, che rendono l’occasione un po’ più adrenalinica. In questo caso le regole suddette di certo non valgono più, e quindi, chi paga il conto? Largo alla tradizione: il buon uso vuole che sia lui a saldare il conto, ma visto che non siamo più nel ‘900, si può esprimere il desiderio di voler ricambiare il favore, come promessa per rivedersi presto. Se, invece, l’uscita non è piaciuta, si può insistere per voler pagare la propria parte di cena. 

DiMariangela Da Campo

Nata a Venezia il 31 luglio 1996, dopo il diploma al liceo classico Cavanis di Venezia e un anno di collaborazione giornalistica con il settimanale diocesano ‘Gente Veneta’, a 19 anni mi sono trasferita a Milano, dove ho intrapreso il percorso di laurea in Comunicazione media e pubblicità presso l’Università di lingue e comunicazione Iulm di Milano. La pandemia da Covid-19 mi ha costretto a tornare nella mia città natale, dove mi sono laureata nel luglio 2020 da remoto. Successivamente ho collaborato per circa un anno con Kappavideo con cui ho avuto modo di imparare le basi del ruolo di operatore video. Nel 2021, tornata a Milano, ho iniziato a lavorare come giornalista , entrando nell’Ordine dei giornalisti e collaborando con l'agenzia videogiornalistica Estenews e dal 2021 con Adnkronos per cui, in occasione di eventi, realizzo coperture giornalistiche in testo e video. Oltre alla realizzazione di servizi video mi occupo di montaggio degli stessi.