E dire che è anche l’anno olimpico, quello in cui la vetrina per eccellenza dello sport avrà proprio nell’atletica la catalizzatrice dei principali interessi planetari per il mondo dello sport. Eppure, a poco meno di 140 giorni dai Giochi parigini, la notizia che il record più longevo dell’atletica sia stato battuto, è passato quasi del tutto in secondo piano nel main stream del flusso di informazioni.
Il record di Alekna nel lancio del disco, 38 anni dopo Schult
Va da sé che Tutti i record nascano con il germoglio di un destino segnato e dello stimolo di essere battuti. Ma il fatto che il nome di Mykolas Alekna resti tuttora sconosciuto ai più è un segno di come l’attenzione dei più sia ondivaga e fluttuante a seconda dei contesti. Neanche fossero passati 38 anni da quel 6 giugno del 1986, quando in Germania il lancio del disco consegnò alla storia Juergen Schult, grazie a una misura di 74,08 metri. Una misura che è rimasta inarrivabile sino al 74,35 metri del lettone Mykolas Alekna, autore del nuovo lancio record a Ramona, in Oklahoma.
I record più longevi dell’atletica nell’anno olimpico
Va così in archivio il record più longevo dell’atletica maschile: quello che in assoluto che dura di più nell’atletica è invece quello della mezzofondista ceca Jarmila Kratochvilova, che nel luglio 1983 ha corso gli 800 metri in 1’53″28 con quella che allora – quasi 41 anni fa – era la maglia della sua Cecoslovacchia.
Alekna, in ogni caso, ha vinto anche la propria sfida tutta in famiglia con il padre Virgilijus, a sua volta lanciatore del disco e due volte campione olimpico, fermatosi a tanto così dal battere quel record di Schult: 23 anni prima del figlio aveva lanciato un 73,88 non sufficiente a staccare un nuovo primato. Ma il rimpianto di allora è la soddisfazione di oggi, nel vedere che qualcuno ha portato a compimento il proprio obiettivo. Quel qualcuno è suo figlio Mykolas.

