Erano quasi 200 giorni che Pedro Cachin, 29enne tennista argentino emigrato in Spagna, non vinceva una partita nel circuito. Dai quarti di finale del Challenger di Shenzhen, lo scorso ottobre, prima di Madrid aveva messo in fila 16 sconfitte consecutive. Quasi un record, una striscia che non è lontana dal primato negativo collezionato dall’americano Vince Spadea tra il 1999 e il 2000.
Tennis, Pedro Cachin è un uomo felice, nonostante (o grazie) la sconfitta con Nadal
Eppure, dopo aver perso un altro match, Pedro Cachin è un uomo felice. Tre ore e passa di battaglia a Madrid contro Nadal, la resa per 6-3 al terzo, poi una richiesta fuori dal comune: “Caro Rafa, posso chiederti una tua maglietta come ricordo?”. L’iberico ha avuto bisogno di un paio di secondi per realizzare di aver compreso, poi è andato a togliere una t-shirt dalla borsa e l’ha fatta arrivare sulla panchina del rivale appena battuto. Un gesto seguito da un abbraccio, una consegna quasi mascherata per mantenere quella riservatezza dovuta a un momento del genere.
Quelle partite perse prima di giocare contro Nadal, Djokovic o Federer
Si dice spesso che, contro personaggi ormai divenuti leggende – Rafa, ma pure Novak Djokovic, in passato Roger Federer – più di un avversario entri in campo con mezza partita già perduta per via dell’eccessivo timore maturato nel tempo. Forse è stato così per Flavio Cobolli (sempre contro Nadal) a Barcellona, mentre la sensazione è che Cachin non ha patito oltremodo questo aspetto emotivo del confronto. Semplicemente, l’argentino aveva di fronte colui che, con il suo esempio, lo ha portato a cercare di migliorare ogni giorno provando ad andare oltre i propri limiti.
Pedro, che da una decina d’anni si allena a Barcellona, ha avuto nell’ex pro Alex Corretja la guida ideale. Ma per emergere (è arrivato nei top 50, oggi è 91) ci ha impiegato tanto tempo, galleggiando per una vita tra il numero 200 e il 400, trovando l’approdo nel tennis che conta (top 100) solamente a 27 anni. Mentre sta cercando di risalire, dopo l’ennesima sconfitta, Cachin è riuscito però a mostrare la lucidità per godersi il momento: fermare il tempo della prima sfida al suo idolo di sempre, con un gesto inusuale eppure, proprio per questo, bellissimo.

