Cita Mourinho, risponde seriamente a una battuta, è glaciale nel dire che è pronto a litigare con i giornalisti. Julio Velasco, banale proprio non riesce a esserlo. E non lo è stato neanche stavolta, in occasione della presentazione della nuova stagione della pallavolo italiana. Formalmente, sarebbe dovuta essere una vetrina per tutto il mondo volistico tricolore, nell’anno delle Olimpiadi ancora da conquistare, alla vigilia della finale tutta italiana di Champions League e di fronte a un movimento che scoppia di salute e vive il suo ennesimo momento di felicità.
Julio Velasco: “Sono pronto a fare il Mourinho”
Solo che poi Velasco ha quella capacità magnetica di attrarre a sé telecamere e microfoni, attenzioni e titoli. Quelli giornalistici, ma anche e soprattutto quelli di campo. Capire cosa arrivi prima è un po’ come decidere se sia nato prima l’uovo oppure la celeberrima gallina. Resta il fatto che “non permetterò mai di farmi questa domanda: farò il Mourinho, litigherò con tutti i giornalisti che mi faranno questo quesito”, argomenta lui di fronte a chi, ovviamente, gli chiede se sarà Paola Egonu o Ekaterina Antrapova a giocare da titolare in azzurro. Alla prossima Nations league, ma anche ai prossimi agognati Giochi. “Siamo una squadra, punto. Non mi parlate di questo tema”. Distingue tra gruppo e squadra, provocando: “Conviene avere la migliore come prima riserva dopo le titolari o la riserva più contenta di avere quel ruolo?”. Velasco non solo ha la capacità di far saltare il banco delle ovvietà, ma è anche in grado di sentirsi dire che ha ragione. “La Federazione ci ha dato appoggio totale”, conferma lui.
La linea Velasco: no alle giovani che pensano prima a fare soldi
“Non ho convocato alcuna giocatrice che non giocava titolare nel club: questo credo sia un cambiamento importante, ma sia anche deterrente per le ragazze che scelgono di cambiare club per qualche soldo in più, al posto di pensare a giocare. La libertà personale è assoluta. Ma lo è anche la nostra di non convocare chi non gioca nel club”, sentenzia. Forte nei suoi concetti anche perché non prende scorciatoie nemmeno quando sa di mettere tutto a rischio. “Inutile girarci intorno, dobbiamo vincere. Dobbiamo prepararci per quello”. Pochi minuti prima, il presidente federale Giuseppe Manfredi gli aveva buttato lì un semplice “dobbiamo vincere le Olimpiadi”. Quattro parole, ma di innumerevoli significati.

