Lo Stadio San Siro di Milano
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Al botteghino Figc, nella serata di domenica, si contavano 41mila biglietti in meno nella risma dei 64mila disponibili per entrare a San Siro. Sede, nella serata di martedì 12 settembre, della partita che potrebbe rappresentare un prima e un dopo anche per l’ultimo arrivato, Luciano Spalletti. Ma forse neanche solo per lui, con Gabriele Gravina che ad anni 6 dalla caporetto del 2017 potrebbe essere chiamato a rispondere del flop azzurro.

San Siro, lo stadio che nessuno vuole: il 13esimo uomo in campo

Quel giorno, un 13 novembre, l’Italia di Ventura pareggiò 0-0 con la Svezia e disse addio ai Mondiali di Russia. L’Ucraina, ora, rischia di fare altrettanto o quasi per le sorti azzurre agli Europei del 2024. Il contesto è il medesimo, lo stadio di San Siro. Quello che nessuno vuole più, ma anche quello che più volte in passato è stato chiamato a far l’impresa schierando in campo il fatidico 13esimo uomo.

Era settembre anche lo scorso anno, quando Raspadori stese l’Inghilterra in Nations League, giusto un anno dopo il trionfo continentale ottenuto da Mancini e ragazzi a Welbley. Era invece un febbraio quando l’Italia del 1927, conobbe per la prima volta l’erba di un San Siro inaugurato solo l’anno prima: fu un 2-2 con la Cecoslovacchia in amichevole, 17 anni dopo la prima uscita pubblica della selezione Azzurra, nel 1910, sempre a Milano. Un 6-2 alla Francia, nell’ovale dell’Arena civica.

La prima casalinga di Spalletti, l’eco dei fischi a Donnarumma

Oggi San Siro, lo stadio che nessuno vuole più, cerca di rimettere in carreggiata la rincorsa dell’Italia agli Europei del prossimo anno. Strada che ha imboccato senza tentennamenti l’Inghilterra, prima nel girone C, e l’Ucraina stessa. Con una partita in più, ma anche 3 punti oltre nel raggruppamento che manda le prime due a giocarsi il titolo in Germania.
Nell’ottobre 2021 l’Italia perse l’accesso alla finale di Nations League con la Spagna, in uno stadio equamente impegnato nel fischiare un Donnarumma da poco passato dal Milan al Psg e nel constatare che la striscia utile degli Azzurri non sarebbe andata oltre le 37 partite consecutive.
Donnarumma (che con l’ex capitano Romagnoli e la bandiera mancata Tonali è tornato per la prima volta da ex a Milanello, sede del ritiro italiano) a San Siro potrebbe esserci anche questa volta. Sempre che dopo l’1-1 con la Macedonia del Nord, con quel gol su punizione preso sul primo palo, Spalletti non decida di schierare qualcun altro tra i pali. Per il Luciano di Certaldo sarà un ritorno. Su quella panchina, da allenatore dell’Inter, si è seduto tra il 2017 e il 2019. E non avrebbe mai pensato di giocarsi tutto o quasi in 90 minuti, senza quasi neanche il tempo di gustarsi la prima in casa da cittì della Nazionale.