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Quando si tratta di pulire la casa, uno degli aspetti fondamentali è scegliere il detersivo giusto per i pavimenti. Un prodotto che, oltre a garantire una pulizia profonda, rispetti il tipo di superficie e non danneggi i materiali. Per gli indecisi davanti agli scaffali pieni di detersivi, ecco una pratica guida che aiuterà a fare la scelta più adatta alle proprie esigenze, creata da Altroconsumo.

Detersivo, conoscere il tipo di pavimento prima dell’acquisto

Il primo passo per scegliere il detersivo giusto è conoscere il tipo di pavimento che si ha in casa. Ogni materiale ha le sue specifiche necessità, e usare il prodotto sbagliato può compromettere la bellezza del pavimento o addirittura danneggiarlo. Ecco una panoramica dei principali tipi di pavimento e dei detersivi consigliati: per pavimenti in parquet o legno, è fondamentale scegliere detergenti delicati e privi di sostanze abrasive che potrebbero graffiare la superficie. I detergenti specifici per il legno sono formulati per proteggere il materiale e mantenere la sua lucentezza naturale. Evitare, quindi, prodotti troppo aggressivi, come quelli contenenti ammoniaca, che possono danneggiare la finitura. Per i pavimenti in ceramica o gres porcellanato, anche se facili da pulire, è importante scegliere un detersivo che non lasci residui, come prodotti neutri o leggermente acidi, che rimuovano lo sporco senza compromettere la lucidatura. I pavimenti in marmo, granito o pietra naturale, invece, richiedono una cura particolare: evitare i detergenti acidi, come quelli contenenti aceto o succo di limone, che possono rovinare la superficie. Scegliere, invece, detergenti a pH neutro, progettati specificamente per pietre delicate, per evitare di intaccare il materiale. Infine, i pavimenti in Pvc e laminato sono resistenti e facili da mantenere. Per questa tipologia di pavimento è consigliabile utilizzare detersivi delicati non abrasivi. 

Detersivo per pavimenti, meglio liquido o in polvere

Sulla domanda ‘quale detersivo scegliere tra liquido o in polvere, Altroconsumo risponde difendendo l’ambiente: “Il detersivo per pavimenti è in genere liquido, contiene circa il 90% di acqua, e per questo necessita di conservanti che hanno un impatto ambientale negativo e i grandi flaconi contribuiscono alla produzione di rifiuti, anche se la plastica dell’imballaggio si può riciclare. Il detersivo liquido dev’essere ulteriormente diluito prima dell’utilizzo come da indicazioni in etichetta, indicativamente 1-2 tappi in 5 litri di acqua”. Da quanto si apprende dal sito ufficiale, quindi, si deduce che il detersivo per i pavimenti liquido non sia proprio ottimale per l’ambiente. Per quanto riguarda, invece, il detersivo in polvere, continua l’organizzazione dei consumatori: “Non ci sono detersivi in polvere per lavare i pavimenti, le alternative ai tradizionali lavapavimenti liquidi sono i detersivi solidi, piccole pastiglie che si diluiscono in acqua per preparare il detersivo. I prodotti in compresse hanno un minor impatto sull’ambiente  sia per il minor imballaggio, che per le minori emissioni legate al trasporto che per la formulazione (meno conservanti)”. 

Detersivo per pavimenti, composizione chimica e ingredienti da scegliere 

Il Regolamento (CE) n. 648/2004 stabilisce le informazioni obbligatorie sui detersivi: i detersivi per pavimenti, infatti, devono riportare solo alcune informazioni sulla loro composizione, come la presenza di conservanti, additivi e profumo. A differenza dei cosmetici, non è obbligatorio elencare tutti gli ingredienti. Tuttavia, è possibile ottenere dettagli utili, soprattutto sui tensioattivi, che sono i principali responsabili della pulizia: “I tensioattivi, cioè le sostanze lavanti che rimuovono lo sporco e fanno schiuma e senza i quali il prodotto non sarebbe efficace: i prodotti con meno del 5% sono molto diluiti, meglio scegliere prodotti un po’ più concentrati (5-15%), senza esagerare perché concentrazioni più elevate potrebbero essere aggressive per la pelle e le superfici – spiega la guida di Altroconsumo, che illustra successivamente le tre tipologie di tensioattivi – i tensioattivi anionici hanno un elevato potere lavante e schiumogeno, per cui possono risultare aggressivi; i tensioattivi anfoteri sono un buon compromesso tra potere lavante e schiumogeno e tollerabilità; i tensioattivi non ionici sono più delicati, fanno poca schiuma, (quindi sono quelli più idonei per le lavapavimenti) , ma sono un po’ meno efficaci”.

Se ci sono bambini in casa, un altro ingrediente positivo, sottolinea sempre la guida: “è il bitrex (nome chimico denatonium benzoate), una sostanza amara che evita l’ingestione accidentale dei detersivi”. 

Detersivo per pavimenti, composizione chimica e ingredienti da non scegliere

Sia per l’impatto ambientale che per il rischio di reazioni indesiderate, è meglio, secondo Altroconsumo, evitare detersivi per pavimenti che contengono queste sostanze chimiche: “Alcuni conservanti della famiglia dei tiazolinoni (i più diffusi sono methylisotiazolinone, methylchloroisotiazolinone); gli allergeni del profumo (i più diffusi sono limonene, linalool, citronellol); i disinfettanti e i battericidi (il più diffuso è benzalkonium chloride): in casa la normale pulizia e igiene è sufficiente perché l’ambiente in cui viviamo non è asettico, la disinfezione dura poco in casa ma una volta che arrivano negli scarichi, questi ingredienti hanno un pessimo impatto perché continuano il loro potere battericida anche nell’ambiente”.

Detersivo per pavimenti, come cercare la sostenibilità del prodotto

Il consiglio è quello di optare per detersivi lavapavimenti a basso impatto ambientale. Altroconsumo aiuta i consumatori a orientarsi nelle etichette, spiegando che: “possono aiutarci alcuni loghi presenti in etichetta. Sulla base della nostra esperienza nei test, i più diffusi e utili per i consumatori sono: la certificazione europea Ecolabel , quella nordica Nordic Swan  o tedesca Blue che: garantiscono che il detersivo rispetti l’ambiente, vietando la presenza degli ingredienti considerati più problematici; si basano su standard validi, internazionalmente riconosciuti e sono attribuiti da enti terzi”.